Baby squillo Parioli Roma: Garante infanzia tuona contro il patteggiamento

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«Credo che per il tipo di reati contestati a questi imputati il legislatore avrebbe dovuto ritenere non opportuna la possibilità del patteggiamento, che si traduce anche in una riduzione della pena».

È quanto afferma il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Vincenzo Spadafora sul via libera al patteggiamento per quattro dei clienti delle baby prostitute dei Parioli a Roma.

Nell’aprile scorso Spadafora si era detto «sgomento» all’ipotesi che i clienti potessero patteggiare.

«Nel rispetto dei ruoli ritengo doveroso ricordare che anche in questo caso l’interesse da privilegiare è quello delle minorenni, nessun altro – dice Spadafora -. Ragazze che devono essere seguite con cura e competenza, per poter superare questa vicenda e veder infine garantiti i loro diritti».

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«Il nostro Codice penale prevede la reclusione da sei a dodici anni e una multa da euro 15.000 a euro 150.000 per chiunque recluta o induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto – prosegue il Garante -; favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di età inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto. Credo che per il tipo di reati contestati a questi imputati il legislatore avrebbe dovuto ritenere non opportuna la possibilità del patteggiamento, che si traduce anche in una riduzione della pena».

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«Le notizie appena diramate non possono, se confermate, che porci degli interrogativi sulla reale efficacia del nostro sistema di tradurre la gravità del crimine commesso non soltanto in pene adeguate ma anche in percorsi di recupero degli autori, percorsi dei quali nessuno parla – conclude Spadafora -. Sappiamo infatti che in questo tipo di reati, come in tutti quelli connessi agli abusi sessuali sui minorenni, la recidiva è frequente. Su questo, come su proposte di modifiche alle norme, alle politiche e alle prassi operative sta lavorando la Commissione consultiva sui maltrattamenti istituita dall’Autorità di garanzia e presieduta dal Prof. Luigi Cancrini. I risultati verranno resi pubblici entro la fine dell’anno».

BABY SQUILLO PARIOLI: IL PATTEGGIAMENTO PER 4 CLIENTI

Un anno di condanna, con sospensione condizionale, e più di mille euro di multa. Se la potrebbero cavare così quattro clienti della ragazzine che si prostituivano ai Parioli ai quali la Procura ha concesso di accedere al patteggiamento: se il gup accoglierà la posizione dei pm i quattro clienti eviteranno il processo.

Anche se «erano consapevoli della minore età» delle ragazzine con le quali hanno avuto rapporti sessuali a pagamento. E ora, per gli altri clienti sui quali continuano le indagini, qualora dovesse emergere che all’epoca dei fatti ignoravano la minore età delle due ragazzine si prospetterebbe l’archiviazione del procedimento. Duro il commento di Telefono Rosa, che definisce «indegna» la decisione della procura. «Queste persone non si faranno un giorno di carcere – dice la presidente Gabriella Moscatelli – pagheranno mille euro che sicuramente per loro non sono nulla, per essere andati con bambine che probabilmente hanno la stessa età delle loro figlie. E probabilmente anche i giudici che hanno concesso il patteggiamento hanno figlie della stessa età: non pensano che bisogna dare sentenze esemplari e non accettare i patteggiamenti?Così diamo messaggi errati».

Arrivano dunque i primi sì della procura di Roma alle richieste di patteggiamento arrivate da alcuni clienti delle due minorenni. L’entità della pena, concordata dai quattro con la Procura, è sostanzialmente identica a quella inflitta ad altri due clienti, Francesco Ferraro e Gianluca Sammarone, nel processo a Mirko Ieni, ritenuto il ‘dominus’ del giro di squillo che comprendeva le due minorenni. Ieni fu condannato a dieci anni di reclusione, la madre di una delle due ragazzine a sei anni, Nunzio Pizzacalla a 7 anni, Riccardo Sbarra a sei anni, Marco Galluzzo a tre anni e quattro mesi, Michael De Quattro a quattro anni.

Per la procura i quattro imputati che hanno chiesto di patteggiare erano non solo clienti delle due ragazzine ma anche consapevoli che fossero minorenni. «Me lo aspettavo e sinceramente è una decisione che ci può stare – commenta l’avvocato Mario Tedeschi, difensore di una delle due minorenni – in questa fase non siamo solo spettatori di quanto avviene perchè finchè non ci saranno dei rinvii a giudizio non potremmo costituirci parte civile. La decisione del patteggiamento era prevedibile visto che i soggetti che lo chiedono, in questa vicenda, sono stati solo dei ‘fruitorì».

I quattro fanno parte del gruppo di 60 clienti, presunti o tali, coinvolti nell’inchiesta del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del pm Cristiana Macchiusi. Dopo il via libera ai quattro patteggiamenti che, se accolti dal gup, consentirà agli imputati di evitare uno scomodo dibattimento pubblico, gli inquirenti devono completare gli accertamenti sugli altri indagati.

Tra questi Mauro Floriani, dirigente di Trenitalia e marito della senatrice di Forza Italia Alessandra Mussolini, e Nicola Bruno, figlio di Donato, parlamentare di Forza Italia.

Per un gruppo di clienti è stata chiesta la proroga degli accertamenti. Per coloro che risultassero non avere avuto rapporti con le due ragazzine (all’epoca dei fatti 14 e 15 anni), o che avessero ignorato la loro minore, età si prospetterebbe l’archiviazione del procedimento.

Una vicenda, quella che scosse l’opinione pubblica dopo la scoperta del giro di prostituzione in cui erano coinvolte le due minori, che il gup Costantino De Robbio, magistrato che condannò Ieni e gli altri imputati, disse essere maturata in un «quadro desolante di superficialità e cinismo che accomuna organizzatori e clienti».

 

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