La Federazione Regionale Lazio Kickboxing in campo contro la violenza sulle donne

TIZIANA ROCCA PARLA DI STALKING E DI COME COMBATTERE LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Dal 24 al 28 novembre corsi gratuiti di difesa personale nelle palestre di Roma e del Lazio

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In occasione del 25 Novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, anche lo sport si mobilita: in oltre XX palestre di Roma e del Lazio aderenti alla FIKBMS – la Federazione italiana Kickboxing Muai Thai, Savate e Shoot Boxe -verranno organizzati corsi e stage gratuiti di autodifesa per le donne.

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Promossa dalla Commissione Tecnica Regionale del Lazio, Settore Difesa Personale, l’iniziativa si svolgerà da lunedì 24 a venerdì 28 novembre e coinvolgerà numerosi centri sportivi di diverse città del Lazio.

“La violenza contro le donne è uno dei crimini più vigliacchi e brutali che un uomo possa commettere. Per sconfiggerla è necessario agire non solo sul fronte della repressione ma anche su quello della prevenzione” spiega Massimo Liberati, pluricampione del mondo di Kickboxing e consigliere federale della FIKBMS.

MASSIMO LIBERATI

MASSIMO LIBERATI

 

“Da questo punto di vista – prosegue – lo sport può fare molto: le prime cose che insegniamo ai nostri ragazzi sono il rispetto e la disciplina. E con questa iniziativa vogliamo mandare un’ulteriore segnale contro una piaga sociale che va sconfitta ad ogni costo, con l’impegno e la collaborazione di tutti”.

L’elenco delle strutture aderenti all’iniziativa è pubblicato sul sito www.fikblazio.it     

I dati del rapporto Eures sulla violenza contro le donne

Incremento del 12% rispetto al 2012. Nel 70% casi il delitto avviene in famiglia e nel 92% sono vittime di un uomo

l ’90, le donne uccise erano appena l’11,1% delle vittime totali. Sempre nel 2013, quasi il 70% dei femminicidi è avvenuto in famiglia, il 92,4% per mano di un uomo.

Boom di casi in Campania e nel Lazio.

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Un bollettino ‘di guerra’ che nelle cronache dei siti internet, dei giornali e dei tg passa ormai quasi inosservato.

Nel 2013 il sud diventa l’area a più alto rischio (75 vittime ed una crescita del 27,1% sull’anno precedente), anche a causa del decremento registrato nelle regioni del nord (-21% e 60 vittime), ma è il centro a presentare l’incremento più consistente (+100%), passando le donne uccise da 22 a 44: i casi crescono nel Lazio (da 9 a 20), in Toscana (da 6 a 13), in Umbria (da 3 a 6) e nelle Marche (da 4 a 5).

 

Proprio il Lazio, insieme alla Campania, presenta nel 2013 il più alto numero di femminicidi tra le regioni italiane (20): seguono Lombardia (19), Puglia (15), Toscana (13), Calabria e Sicilia (entrambe con 10 vittime).

La graduatoria provinciale vede ai primi posti Roma (con 11 femminicidi nel 2013), Torino (9 vittime) e Bari (8), seguite, con 6 vittime, da Latina, Milano, Palermo e Perugia.

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