Mafia Roma: a #Ostia arrivano ruspe, aperti varchi mare

Mafia Roma a Ostia arrivano ruspe, aperti varchi mare

Mafia Roma: a Ostia arrivano ruspe, aperti varchi mare

Due nuovi varchi per il libero accesso al mare e due chioschi abusivi abbattuti.

Si chiude ad Ostia quella che qualcuno non esita a chiamare una «giornata storica per la legalità» sul litorale, un’area – come l’ha definita lo stesso sindaco di Roma, nonchè commissario del Municipio, Ignazio Marino – «preda della criminalità organizzata».

L’immagine simbolo di oggi è quella delle ruspe al lavoro, con la benna che rade al suolo strutture mastodontiche ed apre l‘accesso al mare, libero e gratuito per tutti.

Dalle prime luci dell’alba a supervisionare le operazioni c’è sempre stato Alfonso Sabella, l’assessore capitolino alla Legalità voluto da Marino proprio per combattere quella Mafia Capitale che ad Ostia si è ramificata sull’intero territorio.

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«Riconsegniamo il mare di Roma ai romani», ripetono in coro il primo cittadino ed il magistrato siciliano.

Con loro, tra la sabbia del lido di Castelporziano, a supervisionare i lavori di abbattimento del chiosco di una delle spiagge libere attrezzate del litorale (i cosiddetti «cancelli») ci sono anche il commissario del Pd romano, Matteo Orfini, ed il senatore Stefano Esposito, delegato del partito per Ostia.

Quello dei varchi per l’accesso al mare è il cavallo di battaglia del sindaco Marino, sin da quando – venerdì scorso – ha assunto ufficialmente i poteri di presidente del municipio, annunciando che non avrebbe esitato anche ad usare «bulldozer ed esercito».

E le operazioni di oggi hanno anche rinsaldato i rapporti con Sel dopo il terremoto di venerdì scorso con tanto di rischio crisi della maggioranza.

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A dare un’accelerata all’operazione varchi è stata la decisione del Tar che ieri ha respinto la richiesta di sospensiva da parte dei balneari che ora però annunciano ricorsi urgenti e battaglie legali. E così oggi, proprio quando nessuno ormai se l’aspettava, verso l’ora di pranzo è arrivato l’annuncio dell’apertura del primo varco, proprio sulla rotonda di Ostia, primo «approdo» di romani e turisti che dal centro della Capitale raggiungono il litorale. Le ruspe, piazzate davanti all’ingresso, non servono, ma bastano due operai che segano il cancello di ferro di uno degli ingressi dello «Shilling», tra le proteste del gestore e gli applausi di alcuni cittadini rivolti al sindaco Marino che ha presidiato alla «fine di un’era», come ribadiscono in tanti. Il primo cittadino promette «tolleranza zero».

«Stiamo mantenendo quello che abbiamo promesso in campagna elettorale. Questa – ribadisce – è la nostra visione della legalità, della gestione trasparente dell’amministrazione. Ostia deve avere tutta la nostra attenzione». Marino però deve fare i conti anche con le polemiche e le contestazioni dei gestori dei chioschi.

«Ci hai rovinato la vita e vieni qui a farti pubblicità sulla nostra pelle – gli urlano durante la visita a Castelporziano -. Parli di legalità quando sull’Appia si sono le case abusive dei rom. Bravo, complimenti». «Bisogna rispettare le leggi», la replica di Marino che poi risale in macchina e torna in Campidoglio. Qualche minuto più tardi è la volta del «Marechiaro», stabilimento qualche chilometro più distante dalla rotonda. Stavolta tocca a Sabella fare da mediatore con i gestori del lido. Gli operai rimuovono il cancello di legno ed il secondo varco è aperto. Ma la polemica con i balneari – che spiegano di aver aperto spontaneamente molti varchi – non accenna a placarsi. Durante la giornata, infatti, il Consiglio di Stato ha deciso di accogliere un loro ricorso sospendendo i lavori di abbattimento ai chioschi, proprio quando si annunciano nuovi blitz nei prossimi giorni.

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