PINK POWER: secondo il giornale tedesco Spiegel la Mogherini in pole position per Pesc

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Quattro giorni cruciali da qui all’atteso vertice Ue straordinario di sabato, chiamato a decidere sulle personalità-guida dell’Ue dove la candidatura a ‘Lady Pesc’ (politica estera e di sicurezza dell’Unione Europea) Federica Mogherini sembra mantenere quota, come sottolinea il quotidiano tedesco ‘Spiegel’.

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Anche se, fanno sapere qualificate fonti Ue, «gli scenari restano aperti» e rischiano di rimanerlo sino al giorno stesso del vertice.

Cancellerie, sherpa e negoziatori sono ufficialmente tornati al lavoro dopo la pausa estiva, quando i contatti sono proseguiti informalmente. Il nodo è da una parte l’elevato numero di candidature per sostituire Catherine Ashton – oltre a Mogherini, «considerata la favorita» dallo Spiegel, ci sono anche il polacco Radoslav Sikorski e la bulgara Kristalina Georgieva -, e dall’altro un’opposta “carenza” per il successore di Van Rompuy, per cui continuano a circolare i nomi della danese Helle Thorning-Schmidt, dei baltici Andrus Ansip e Valdis Dombrovskis, e del polacco Donald Tusk.

E proprio la pressione crescente dei Baltici e dell’Est, con la crisi ucraina alle porte, è un altro nodo.

Oltre alla questione dell’equilibrio di genere: c’è un disperato bisogno di donne e nominarne due per i ‘top job’ aiuterebbe il futuro presidente della Commissione Jean-Claude Juncker in difficoltà con le “quote rosa”.

federica mogherini

Tutto sta nell’ultimo giro di consultazioni che il presidente Ue uscente Herman Van Rompuy terrà con i leader dei 28 in questi giorni, in modo da arrivare a sabato con un quadro di massima di ‘opzionì possibili sul tavolo. In questo contesto, è arrivato l’ ‘endorsement’ ufficiale dalla cancelliera Angela Merkel alla candidatura a presidente dell’Eurogruppo del ministro spagnolo delle Finanze Luis De Guindos.

Il punto ora è sapere se l’olandese Jeroen Dijsselbloem resterà sino a fine mandato al giugno 2015 o se verrà nominato prima commissario Ue.

C’è poi la questione dell’equilibrio tra le famiglie politiche: i popolari hanno sì vinto le elezioni europee, ma di giustezza sui socialisti. E i liberali, che si sono alleati nella ‘grosse koalition’ all’Europarlamento con queste due famiglie, ora reclamano una «adeguata rappresentanza» ai massimi livelli delle istituzioni Ue, dove al momento a prevalere sarebbero di gran lunga i popolari. Altrimenti, ha avvertito il leader dell’Alde Guy Verhofstadt, sarà «impossibile» per loro dare il sostegno alla futura Commissione Juncker in Aula a Strasburgo. Sarà però «impossibile», avvertono a loro volta le fonti Ue, «rispettare tutti questi criteri».

A prevalere sarà quindi «un esercizio molto, molto politico» che i capi di Stato e di governo dovranno essere pronti a saper giocare.

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