Polemiche ed imprevisti all’indomani dell’accordo sul gioco

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Polemiche ed imprevisti all'indomani dell'accordo sul gioco

Era oltremodo evidente che la sigla dell’accordo sul riordino del gioco, e sulla possibilità di giocare al casino online, in Conferenza Unificata, ora che è avvenuta, farà discutere visto che già la sola proposta del Governo, al momento della presentazione, aveva suscitato nell’industria parere certamente non “felice”! L’esternazione dell’industria del gioco, ma molto prima che l’Esecutivo concedesse ancora più “spazio” agli Enti Locali, faceva prevedere un cammino alquanto irto per le attività ludiche che non hanno perso l’occasione di sottolinearlo sia direttamente che a mezzo delle proprie associazioni.

Quindi, ora comunque che “il dado è tratto” tutto il malcontento uscirà poiché dal punto di vista delle imprese che di gioco vivono con questo accordo si continuano a mantenere le attuali leggi vigenti sui territori. Gli operatori speravano di veder “decadere” le Leggi Regionali, che tanti guai hanno creato, o quanto meno vederle ridimensionate: invece, per dare alla Conferenza la possibilità di concludere si sono dati ancora più poteri “di vita e di morte” sulle attività ludiche agli Enti Locali… creando così un totale scompiglio e sconcerto in tutta la filiera.

Onestamente, anche tra gli addetti ai lavori del gioco, si era instaurata la consapevolezza che ad un accordo bisognava arrivare forzatamente -ed a caro prezzo- per arrivare ad un quadro normativo chiaro e stabile, ma la proposta del Governo, approvata in Conferenza, ha in ogni caso disorientato tutti in quanto con questo accordo non si ritiene che il settore possa uscire dalla situazione di stallo in cui sino ad oggi si trova e che le nuove regole vadano ulteriormente a compromettere le attività ludiche su tutta la Penisola.

Il Governo, certamente, avrà fatto un passo avanti, ma rischiando così di ottenere qualche passo indietro dall’industria non solo in termini di ridimensionamento della distribuzione dei giochi, quanto in termini di occupazione che avrà un problema di cui il Governo avrebbe dovuto prevedere “un piano B” per farvi fronte e per proporre alle risorse che dovranno essere lasciate a casa “qualcosa” di alternativo che possa consentire loro di continuare a mantenere le proprie famiglie! E questo non è stato tenuto in debita considerazione.

Proprio per questi “pensieri” delle imprese, il sottosegretario Pier Paolo Baretta ha dovuto calmierare gli animi in una dichiarazione successiva alla sigla per il riordino, dichiarazione che ha sottolineato come alla base di questo accordo ci fosse proprio la tutela degli investimenti già compiuti dagli operatori: in realtà, quello che preoccupa maggiormente gli addetti ai lavori è quello che potrà accadere ai locali già esistenti e non tanto per quelli futuri.

Infatti, se per le attività futuribili ci si potrebbe “adattare” alle nuove regole distributive ed ai nuovi limiti, sarebbe senza dubbio diverso dover smantellare parte della propria rete esistente e questo a tutti i livelli: vale per i concessionari, ma vale per i gestori delle apparecchiature da intrattenimento per i quali sta diventando sempre più difficile soltanto realizzare un “bilancio preventivo” per le proprie attività, posto che sono sempre più prese di mira con aumenti di tassazione ed annessi finanziari.

A questo punto non resta che affidarsi al senso di responsabilità degli Enti Locali e che gli stessi non incorrano nell’applicare criteri ancora più stringenti degli attuali, poiché un errore così per alcune aziende di gioco si potrebbe tradurre nella chiusura della propria attività e questo è un rischio che il “gioco” non vuole assolutamente correre.

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