Baby squillo Parioli: tutti liberi e immacolati grazie al patteggiamento!

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BABY SQUILLO PARIOLI: CLIENTI IMPUNITI GRAZIE A PATTEGGIAMENTO
BABY SQUILLO PARIOLI: CLIENTI IMPUNITI GRAZIE A PATTEGGIAMENTO

40.000 euro e passa la paura! Triste ma forse vero.

I clienti delle baby squillo dei Parioli potrebbero cavarsela e tornare ad essere immacolati e molti continuare a restare anonimi patteggiando la pena.

Alcuni dei 52 indagati  potrebbero ottenere una condanna ad una sanzione pecuniaria di 40.000 euro al posto di quella detentiva. I giudici valuteranno caso per caso.

I clienti delle due bambine devono rispondere del reato di prostituzione minorile: per uscire dall’inchiesta e non affrontare il processo potrebbero pagare 40 mila euro, pena pecuniaria sostitutiva del carcere. 250 euro al giorno per la detenzione prevista che per gli incensurati scenderebbe da un anno a cinque mesi e dieci giorni con le attenuanti generiche.

Il caso delle Baby squillo di Roma deve far risvegliare le coscienze di tutti noi
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L’applicazione della pena su richiesta delle parti, il cosiddetto patteggiamento sulla pena, è un istituto del diritto processuale penale italiano disciplinato dal punto 45 dell’art. 2 della legge delega 16 febbraio 1987, n. 81 (“Delega legislativa al Governo della Repubblica per l’emanazione del nuovo codice di procedura penale”) e dall’art. 444 del codice di procedura penale come modificato dalla legge 12 giugno 2003, n. 134.

Va ricordato che il patteggiamento, che fa parte dei cosiddetti riti alternativi, non implica necessariamente l’implicita ammissione di colpa.

Sul caso “Baby Squillo dei Parioli” ad insorgere è l’osservatorio sui diritti dei minori “”Con il patteggiamento e un’ammenda di poche migliaia di euro quanti hanno beneficiato di prestazioni sessuali da bambine di 14 anni se la cavano. Tutto ciò è inammissibile”. E’ la dichiarazione di Antonio Marziale e Antonino Napoli, presidente e vicepresidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori.

“Non esiste prezzo che possa equipararsi al danno subito dalle minorenni – spiegano i due esponenti dell’Osservatorio – ed è perfettamente inutile che lo Stato italiano continui a firmare convenzioni internazionali contro l’abuso all’infanzia quando la propria legislazione è più dalla parte dei rei che delle vittime”.

 

Ad intervenire anche Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza: «Sono sgomento anche io nell’apprendere che già una decina dei clienti delle minorenni prostitute della vicenda dei Parioli a Roma stiano patteggiando per poter evitare il processo e la gogna mediatica. Pagando 40 mila euro oppure scontando alcuni giorni di carcere. Rischia di essere un pessimo segnale rispetto all’epilogo di una storia che continua a vedere per protagoniste le ragazze minorenni coinvolte».

«Il mio non è un approccio giustizialista – aggiunge il garante – Il rischio è che in futuro altri potenziali clienti si sentano più al riparo da pesanti conseguenze giuridiche e di indignazione sociale. Il tutto a discapito di ragazze minorenni rispetto alle quali, invece, si è provato a conoscere ogni cosa. Mi domando – ha concluso il Garante – se esista oggi una punizione adeguata per gli autori di questi reati o se non vi sia una sostanziale impunità rispetto a chi commette questi crimini. Per individuare in tempi rapidi proposte che possano migliorare l’efficacia complessiva del sistema italiano in materia di reati di violenza sui minorenni, ho formalizzato l’istituzione di una Commissione Consultiva per la prevenzione e la cura dei maltrattamenti contro l’infanzia, composta da esperti e che già nelle prossime settimane inizierà a lavorare»

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