Sogno o son desto? L’assurda storia di Ignazio Marino e l’inaugurazione della Metro C

ignazio marino occupa ministero trasporti

Il ministero dei Trasporti stoppa la nuova linea C della metropolitana di Roma a tre giorni dall’apertura, avanzando dubbi sul suo funzionamento, Ignazio Marino si infuria con le imprese costruttrici e decide di occupare simbolicamente il Ministero dei Trasporti per ore finchè non gli consegnano il verbale della decisione della commissione collaudo e poi convoca in Campidoglio i responsabili delle società pubbliche della mobilità e le aziende incaricate dell’opera.

“Sto continuando a lavorare perchè apra la metropolitana e vinca Roma”, assicura Marino, che ha “voglia di prendere a calci nel sedere alcune persone“, ma non rinuncia ancora a inaugurare la linea C sabato, riservandosi in caso contrario di rivalersi sulle imprese.

Ignazio Marino occupa ministero trasporti metro c

È l’ennesimo colpo di scena di una vicenda lunga oltre 10 anni, per un progetto la cui realizzazione secondo Marino è già costata 2 miliardi di euro. Una grande opera inserita a giugno dal governo Renzi nel decreto “Sblocca Italia”.

La cronaca della giornata di ieri ha ben poco di istituzionale. Eccola qua:

Il sindaco in mattinata va alla Direzione generale del Trasporto pubblico locale del ministero delle Infrastrutture e chiede la documentazione sull’eventuale posticipo dell’apertura della metro C.

E non me ne vado finchè non la ottengo e non so i nomi dei colpevoli“, dice.

L’occupazione simbolica dura alcune ore, poi Marino esce con l’atto e imbufalito attacca: “Ho avvertito anche i responsabili delle imprese e in particolare Caltagirone e l’ufficio di Moretti di Finmeccanica. Voglio capire che sta accadendo e per quale motivo non potremmo far salire le romane e i romani l’11 ottobre sui treni”.

Il sindaco riferisce che nel verbale “ci sono i nomi dei colpevoli“.

ignazio marino occupa ministero trasporti 1

E convoca in Campidoglio le aziende del consorzio di costruttori, i vertici delle aziende di trasporti e l’Avvocatura del Comune.

Marino promette di non farli uscire dal Palazzo Senatorio finchè non si risolverà il problema e uscirà fuori una nuova data per la partenza della linea C.

Il ministero ha fermato l’apertura della prima tratta per “una serie di anomalie sugli impianti e prevedibili malfunzionamenti del sistema che potrebbero provocare criticità alla regolarità del servizio e alla sicurezza dell’utenza nonostante la presenza di squadre di pronto intervento”.

Per questo l’autorizzazione non può ancora essere data. Inoltre si sollevano dubbi sulla preparazione del personale.

È “necessario il perfezionamento dell’abilitazione mediante esami e colloqui per verificare che tutto il personale dell’Atac abbia acquisito un livello di conoscenza sufficienza delle procedure”.

È l’ennesimo rinvio.

Torna lo scontro tra Comune e imprese, che a dicembre scorso minacciarono di sospendere i lavori se non fosse stata pagata la tranche loro dovuta. Il colpo di scena odierno scatena l’opposizione, ma non solo. Molti si chiedono chi aveva il dovere di controllare e se l’ha fatto.

Ma a leggere la cronaca istituzionale di questa giornata vien da dire: SOGNO O SON DESTO?

 

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