Crisi occupazionale: il mestiere anti-crisi del consulente del lavoro

mestiere anti-crisi del consulente del lavoro Dopo gli effetti disastrosi della crisi economica, il settore imprenditoriale ha visto il fallimento di numerose attività, costrette a chiudere i battenti a causa delle significative flessioni dei fatturati.

In questo scenario di criticità, emerge l’importanza, per un elevato numero di aziende, di riorganizzare le proprie risorse interne allo scopo di invertire il trend negativo e risollevare la produzione. Si tratta di un compito piuttosto arduo, che non può essere svolto dall’imprenditore, in quanto troppo coinvolto nelle problematiche societarie e dunque incapace di individuare con lucidità le strategie giuste per risollevare le sorti aziendali.

Il primo aspetto che bisogna riorganizzare è quello relativo alla forza lavoro, che costituisce l’elemento più prezioso per un’azienda ai fini di una florida produttività.
A tale riguardo, occorre fare affidamento alle competenze specifiche di un consulente del lavoro, figura sempre più richiesta nell’ambiente imprenditoriale giacché si occupa proprio di amministrare tutti gli aspetti relativi al personale di un’azienda.
Ma chi è esattamente un consulente del lavoro? E quali sono i compiti che svolge all’interno delle realtà imprenditoriali? Di seguito forniamo una panoramica sulla figura professionale del consulente del lavoro.

Consulente del lavoro: compiti e requisiti caratteriali

L’attività di consulenza del lavoro è molto vasta e comprende un grande numero di conoscenze settoriali relative all’ambito imprenditoriale. Indipendentemente dal tipo di consulenza che eroga, un consulente deve possedere una formazione molto specifica riguardante la propria area di competenza, nonché dei requisiti caratteriali molto importanti per l’esercizio della professione.
In effetti, il mestiere di consulente non è circoscritto alle mere attività di informazione, ma deve comprendere anche delle notevoli capacità personali, che il consulente deve garantire alle imprese allo scopo di diventare un referente importante per l’organizzazione aziendale.
Nello specifico, in questo articolo analizziamo il profilo professionale del consulente del lavoro, che si occupa dell’area forse più ampia del settore aziendale, quella che riguarda il personale operante.

La figura del consulente del lavoro svolge una funzione chiave in un’impresa, che possiamo comprendere meglio spiegando le diverse mansioni di cui si occupa:

  • definizione ed evoluzione di un rapporto di lavoro gestendo ogni aspetto (contabile, giuridico, economico, sociale, assicurativo e previdenziale;
  • elaborazione dei cedolini paga per conto dell’azienda
  • consulenza ed assistenza ai lavoratori sugli adempimenti previdenziali ed assistenziali;
  • denuncia dei lavoratori occupati agli uffici dell’INPS, dell’INAIL e del Ministero del Lavoro;
  • tenuta del libro paga, dei prospetti paga e del libro matricola;
  • analisi e studio dei criteri di retribuzione;
  • problem solving e risoluzione delle controversie lavorative;
  • assistenza e rappresentanza dell’azienda nelle vertenze extragiudiziali legate ai rapporti di lavoro
  • trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali
  • ricerca, selezione e formazione della forza lavoro.

Per ottenere una formazione che permetta di acquisire le competenze appena descritte, occorre intraprendere un percorso didattico che si avvicini a suddette tematiche, ad esempio un indirizzo in giurisprudenza, in economia o in scienze politiche. Al termine della laurea, obbligatoria per l’esercizio di questa professione, sarà necessario svolgere un periodo di praticantato presso uno studio specialistico che si avvalga di esperti del settore in grado di formare l’apprendista in modo pratico ed operativo (si prenda in riferimento questo studio di consulenza del lavoro e buste paga a Roma). Il periodo di praticantato servirà come una sorta di introduzione all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione.mestiere anti-crisi del consulente del lavoro

Il lavoro di consulente del lavoro può essere svolto in autonomia, ovvero in regime di libera professione, oppure presso uno studio di consulenza.
Infine, per far si che il mestiere del consulente funzioni è necessario avviare un rapporto di completa fiducia con il committente, generalmente un’azienda, possibile solamente se il consulente dimostra di possedere del talento attraverso competenza, professionalità e trasparenza.

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