La casalinga: un lavoro che dovrebbe essere retribuito 7.000 euro al mese

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Casalignhe
Le ormai famosissime protagoniste di “Desperate housewives”

Non più desperate housewives, ma manager della casa: l’evoluzione di una figura professionale non ancora riconosciuta.

“Che lavoro fai? Faccio la casalinga”. Di questi tempi è facile sentirsi rispondere così. Trovare un lavoro è complicato quindi molte donne si ritrovano a casa loro malgrado, con laurea ed esperienza di lavoro alle spalle. Nonostante ciò riescono a diventare casalinghe provette, ancor di più nel caso di chi ha figli e deve provvedere anche agli impegni di questi ultimi.

Senza alcuna busta paga, i ruoli da ricoprire sono molteplici: dalla cucina ai lavoretti di bricolage, alle ripetizioni per i figli, all’autista di famiglia fino alla gestione della contabilità di casa. Senza contare il fatto di dover essere sempre aggiornate sulla moda e le ultime tendenze, che comunque richiede tempo.

Le donne di oggi rispetto al passato hanno per fortuna a loro disposizione molti strumenti per ottimizzare i tempi e riuscire a svolgere le varie mansioni: blog di cucina per imparare a fare le conserve, elettrodomestici ultra tecnologici per asciugare la biancheria, tablet per individuare il supermercato più vicino.

Da una ricerca del sito americano Salary.com risulta che il salario monetizzato delle casalinghe dovrebbe ammontare a quasi 7000 euro al mese! Un multitasking prezioso dunque, anche per lo Stato, che non riconosce ad una donna su sei la giusta retribuzione. Senza considerare l’occupazione sommersa delle donne che sostengono l’azienda familiare e non risultano da nessuna parte.

Insomma la casalinga non è più “a carico” e non economicamente produttiva, che svolge un lavoro accessorio e occasionale da sbrigare al rientro dall’ufficio, ma un lavoro a tempo pieno che andrebbe riconosciuto e tutelato.

Le soluzioni ci sarebbero: fondi pensione, bonus per i figli a carico, reddito minimo garantito. Portali e associazioni a sostegno delle casalinghe si moltiplicano ma ancora non è stato loro riconosciuta una retribuzione adeguata.

Marta Donolo

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