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La Grande Bellezza di Roma

Jep Gambardella, il protagonista, in una scena di relax nella sua casa con vista sul Colosseo

Jep Gambardella, il protagonista, in una scena di relax nella sua casa con vista sul Colosseo

Vincitore del Premio Oscar al Festival di Cannes come miglior film straniero del 2013, il film del regista italiano Paolo Sorrentino sta facendo molto parlare di sé in questi giorni. La Grande Bellezza è un film che si ama o si odia, di certo non lascia indifferenti. E mentre sui social network impazzano gli ashtag #lagrandebellezza, #thebigbeauty #Roma e così viacon le foto di fieri romani e turisti nei luoghi più ameni della Capitale, location del film, le persone non solo sui media, ma anche in famiglia e tra amici, si dividono in detrattori e ammiratori dell’ opera di Sorrentino.

La Dolce Vita, La Vita è Bella ed infine La Grande Bellezza. Titoli che che rimangono facili ed impressi nella memoria collettiva internazionale: sembrano frasi di lingua italiana per principianti stranieri ed evidentemente, portano fortuna al cinema italiano.

La Grande Bellezza fa vincere l’ Oscar dopo ben 15 anni dal successo di Roberto Benigni e Sorrentino si fa epigono del grande Federico Fellini in una Roma quasi sessant’anni dopo, ma sempre bellissima, eterna, resistente alle mode, alle tendenze delle generazioni e alla follia della gente. Così come la vera bellezza, sempiternemente classica, in netto contrasto con tutto ciò che è passeggero, effimero, decadente.

Molti non hanno capito il significato del film, altri si sono annoiati. Ci si chiede perché non abbia vinto il premio per la migliore fotografia, piuttosto che quello come miglior film straniero, non mancano le critiche pungenti e le più disparate ipotesi, tutti però sono concordi nel notare la cura magistrale delle riprese nella nostra bella Roma ed il senso di bello e maestoso che questa città è sempre capace di trasmettere, nelle scene cinematografiche di ogni tempo e ancora di più dal vivo.

Astenendoci da commenti che entrano nel merito degli addetti ai lavori di critica cinematografica, costume e società,  se davvero noi che viviamo a Roma ci riconosciamo o meno in questo spaccato di realtà, focalizziamoci sulla vera protagonista del film. Abbassiamo l’audio, mettiamo in secondo piano trama e personaggi e pensiamo ora al film come una passeggiata mozzafiato per Roma, tra le mete più famose e battute dai percorsi turistici, fino ai luoghi sempre splendidi, ma meno conosciuti pure dagli stessi Romani.

Lasciamo spazio alle immagini e a tutta questa bellezza sempre sotto agli occhi, spesso scontata nella sua immensità, trascurata e non di rado maltrattata, dai cittadini e soprattutto dalle istituzioni. Alla fine però, sarà proprio questa stessa bellezza che, senza rancori, ci salverà.

 

 

Articolo scritto da Paola Pegolo