Ciao Pino! Sei stato e sarai un grande della musica italiana

La musica italiana e internazionale perde un grande artista: è morto a Roma Pino Daniele.

Il cantautore napoletano, che avrebbe compiuto 60 anni il 19 marzo, è stato stroncato da un infarto. “E’ un momento terribile”, ha commentato la figlia Sara.

Un unicum nel panorama musicale italiano e internazionale degli ultimi quarant’anni, Pino Daniele lascia dietro di sé un’incredibile eredità nella fusione inedita fra anima napoletana, blues, jazz, sound etnici in continua evoluzione.

Chitarrista autodidatta, nasce 59 anni fa e, dopo i primi studi di classica, approfondisce il blues e il Latin jazz.

Tradizione e ricerca musicale con lui si incontrano e si amano e così nascono «Terra Mia» del ’77 e «Pino Daniele», del ’79.

Ma la popolarità arriva l’anno dopo con «Nero a Metà», l’album che dà i natali ad uno stile nuovo, dove la pancia di Napoli si mescola al soul, al blues e al jazz in modo diverso, più intimo e profondo.

Un vero punto di riferimento della storia musicale italiana tanto da comparire nella classifica «Rolling Stone Italia» dei «100 album più belli di sempre», premiato anche ai Music Awards 2014 come un lavoro che ha lasciato il segno

È solo l’inizio di una carriera ricchissima che lo ha visto pubblicare, già l’anno successivo, «Vai Mò» e, nell’82 «Bella ‘mbriana» che suggella le prime collaborazioni internazionali con artisti quali Alphonso Johnson e Wayne Shorter.

Nell’84 «Musicante» e poi il doppio album dal vivo «Live Sciò» e ancora, nell’85, «Ferryboat».

La sua sete di sperimentare e fondere lo conducono su sentieri sempre nuovi: Pino Daniele nel giro di pochi anni apre il concerto di Bob Marley, prende parte ai festival jazz più prestigiosi, si esibisce a Cuba, in Canada, a Parigi e all’Arena di Verona.

Il suo incontro con il musicista statunitense afroamericano Ritchie Havens diventa un altro album di successo in Italia: «Common Ground», del 1986, prodotto da Pino Daniele. Mentre i suoi tour in Europa e in Francia in particolare sfociano nel disco «Bonne Soirée» dell’87 dove si aggiungono le contaminazioni dell’arab rock. D’altronde ogni suo album è un’avventura di sound: «Schizzechea With Love», dell’88 ne è un altro esempio.

 

Anche la sua amicizia con Massimo Troisi diventa musica: Daniele firma la colonna sonora del film «Le vie del Signore sono finite», di «Ricomincio da tre» e di «Pensavo fosse amore invece era un calesse».

I successi di Pino Daniele sono tanti e lo accompagnano costantemente. Nel 1989 esce l’album «Mascalzone Latino» con la dedica alla Magnani contenuta in «Anna verrà».

Nel 1991 con «Un Uomo In Blues»: memorabile il brano «’O scarrafone».

L’anno successivo «Sotto ‘O Sole» .

Nel ’93 «Che Dio Ti Benedica», l’album che contiene, fra gli altri, due pezzi scritti e prodotti da Chick Corea. Poi è la volta dell’album dal vivo «E Sona Mò», registrato allo Stadio di Cava dè Tirreni con Carol Steel alle percussioni.

Con il disco «Non Calpestare I Fiori Nel Deserto» del ’95 Pino Daniele torna alla musica internazionale e questa volta con Irene Grandi e Jovanotti incassando il popolare Festivalbar e un notevole successo con tre tournée, tra le quali l’ultima in coppia con Pat Metheny. Fra le collaborazioni dal vivo quella con Eros Ramazzotti nel ’94, con Ron nel 2002, con Francesco De Gregori e Fiorella Mannoia.

«Dimmi Cosa Succede Sulla Terra», pubblicato nel ’97 vince poi 10 Dischi di Platino e l’edizione 97′ del Festivalbar: significative le collaborazioni con Giorgia, Noa e Raiz. ma solo un anno dopo il successo è ancora maggiore: nel ’98 esce «The best of Pino Daniele – Yes I know my way», una raccolta con i primi vent’anni di carriera che vede la collaborazione di Jim Kerr dei Simple Minds.

È del 2001 «Medina» in cui si mescolano il Nord Africa, la melodia italiana e il rap napoletano. Tre anni dopo arriva «Pino Daniele Project – Passi d’Autore».

Nel 2007 «Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui» (con Giorgia, Tony Esposito e il Peter Erskine Trio) entra subito al primo posto della classifica Fimi-Nielsen. L’anno dopo esce «Ricomincio Da Trenta», triplo album con cui festeggia i suoi 30 anni di carriera.

Nuovo disco di inediti di Pino Daniele nel 2009: è «Electric Jam», premiato ai Wind Music Awards 2009, anticipato dall’uscita in radio del brano «Il sole dentro di me» nel quale Pino Daniele duetta con il rapper milanese J-Ax. Da non dimenticare la colonna sonora firmata, da Pino Daniele, del film-documentario su Vittorio Mezzogiorno dal titolo «Negli occhi»; lo ‘sbarcò nel tempio della black music, l’Apollo Theatre di New York dove registra il tutto esaurito; la partecipazione come unico ospite italiano al Crossroads Guitar Festival 2010 organizzato da Eric Clapton.

Nel 2010 esce poi «Boogie Boogie Man» con quattro grandi duetti (con Mina in «Napule è», con Franco Battiato in «Chi tene ‘o mare», con Mario Biondi in «Je so pazzo» e con J- Ax in «Siente Fà Accussì»).

Nel 2011 Pino Daniele ed Eric Clapton, per la prima storica volta insieme live, salgono sul palco dello Stadio «Simonetta Lamberti». Un concerto che raccoglie fondi per migliorare l’assistenza clinica dei bambini malati di cancro del centro di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Pausilipon di Napoli. Nel 2012, infine, la pubblicazione dell’ultimo album di inediti «La grande madre». L’ultima apparizione pubblica solo pochi giorni fa, in occasione del Capodanno di Raiuno.

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«Pino Daniele ci ha lasciato. Un dolore immenso, sono attonita, non trovo altre parole». È il tweet che scrive Fiorella Mannoia dopo la notizia della morte di Pino Daniele con il quale ha collaborato in esibizioni dal vivo, in cd e dvd.

Ciao guagliò: è il saluto comparso accanto alla statuina di terracotta di Pino Daniele che si trova nella bottega dei presepi di San Gregorio Armeno a Napoli. Un pastore simile fu regalato all’artista dall’artigiano Genny Di Virgilio in occasione dell’ultimo concerto tenuto da Daniele al Palapartenope lo scorso dicembre. «Ciao guagliù (ciao ragazzi, ndr) – ricorda Di Virgilio – è il saluto che Pino Daniele indirizzava ai fan prima di ogni concerto. Oggi siamo noi che salutiamo lui, uno dei più grandi artisti napoletani di sempre».

È incessante il cordoglio dei colleghi per la morte di Pino Daniele.

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Sul suo profilo Facebook Antonello Venditti ha postato una foto in cui appare sorridente insieme a Pino, con un cuoricino e la semplice frase: “Non ho più lacrime. Antonello”.

«Pino, Pinuccio tanto caro Pino adorato ieri sera guardavo la foto presa da lontano di noi due seduti sul bordo del terrazzo mentre tu mi raccontavi e io ascoltavo…. Dietro c’era solo il mare. E al mare e a te pensavo come in una misteriosa malinconia, una tristezza nuova e sconosciuta». Così, su Facebook, Claudio Baglioni ricorda l’amico Pino Daniele scomparso postando anche una foto di loro due su una terrazza sul mare e sottolineando: «È stato un regalo conoscerti». «Non capivo, non sapevo ancora niente. Avevo una chitarra per le mani – scrive Baglioni – e piano piano mi sono ritrovato a suonare e poi a canticchiare Io dal mare immaginando nel lunghissimo finale i tuoi fraseggi di corde e voli di voce senza parole. Tu non c’eri ma era come se fossi lì con me a ricordare il pezzo, a ripassarlo per la prossima occasione in cui l’avremmo rifatto. L’avevamo registrato venticinque anni fa e tu, che non eri stato bene, l’avevi voluto fare lo stesso. ‘Ci ho messo tutto il cuorè dicesti sorridendo e ci scherzammo su per tutta la cena al ristorante. Ora, dopo un quarto di secolo, quel cuore si è fermato. Ma non la voce, le note calde della tua chitarra, lo swing, il blues, l’anima profonda, le canzoni belle. Non la tua passione, la sincerità come melodia di vita, l’amicizia vera, diretta e a volte brusca, quasi antica, di un altro tempo, di un tempo che fu giovane insieme a noi e ai nostri primi sogni. Un tempo che non è passato mai e che, d’ora in poi, scorrerà diverso con il ritmo più dolente e lento della nostalgia». «È stato un regalo conoscerti e incontrarti in questi anni e in questo mondo e cantare suonare parlare ridere con te e sentire, sapere, essere sicuro che ogni volta, nella musica e nella vita, ci hai messo tutto il cuore», conclude Baglioni.

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