Alessandra Gonzalez, voce romana al Cirque du Soleil

alessandra gonzalez, Cirque du Soleil 4

I capelli biondissimi, gli occhi più chiari dell’acqua e un sorriso contagioso. Si chiama Alessandra Gonzalez la nuova, italianissima, voce de Le Cirque du Soleil.

Soprano, 26 anni, mamma romana e papà cantante d’opera messicano mancato quando aveva appena un anno, è lei la protagonista di «Quidam», lo show che la compagnia canadese porta in questi giorni in tour in Italia, a Roma fino a domenica 26 ottobre, con tappe poi a Bologna, Firenze, Pesaro, Milano e Torino.

alessandra gonzalez, Cirque du Soleil 7

 

Incredibile a dirsi, «il primo provino – racconta Alessandra – l’ho fatto via Facebook. Sulla pagina della compagnia lessi che cercavano una ragazza maggiorenne, ma che sembrasse molto più piccola di età. Soprano e non più alta di un metro e cinquanta centimetri. Sembrava proprio la mia descrizione. Così ho mandato un video e dopo alcune mail ho fatto il provino a Montreal».

Così, tuta gialla e bombetta in testa, è diventata lei il volto di Zoe, bambina ignorata dai genitori, che come Alice nel paese delle meraviglie parte alla ricerca della felicità.

 

«Prima di allora avevo recitato in qualche musical – prosegue Alessandra – Ma entrare in questa compagnia è stata un’esperienza fantastica. Fai il lavoro che hai sempre sognato e in più viaggi per il mondo. Io sono l’unica italiana e fra di noi è un mix di lingue e culture da 23 diversi paesi, ma abbiamo creato una nuova famiglia».

In platea a Roma, la sua città, questa volta potranno venire anche la mamma, il fidanzato «partito apposta dall’Australia» e gli amici dei tempi di scuola. Ma qual è il messaggio di «Quidam»? «Siamo un pò tutti ‘Quidam’ o Zoe – risponde lei – Almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti ignorati. Ma bisogna avere fiducia nel prossimo, perchè qualcuno a consolarti c’è sempre».

Alessandra Gonzalez, Cirque du Soleil,

 

Un pò come nell’ultimo, spettacolare numero dello show, dove i ballerini si lasciano lanciare nel vuoto afferrati al volo da altri ballerini. «È la fiducia gli uni negli altri: esattamente il messaggio più forte di ‘Quidam»’

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