Le 50 candeline della Quercia del Tasso a Villa Lais

Le 50 candeline della Quercia del Tasso a Villa Lais

quercia del tasso roma sergio ammirata

Dal Gianicolo al Tuscolano. Forse il fascino e la suggestione del posto non saranno gli stessi che per quasi 50 anni hanno regalato agli spettatori una Roma illuminata dall’alto, ma la passione per il teatro saprà ricompensare la temporanea perdita. Dopo un anno di stop, la Quercia del Tasso, torna a vivere, anche se non nel suo tradizionale anfiteatro, ma nell’antica Villa Lais.

Sarà nella storica dimora di inizio ’900 che l’attore e regista Sergio Ammirata farà rivivere il suo teatro. “Villa Lais – ha raccontato– è un luogo nuovo, tutto da allestire. E non soltanto per quanto concerne il programma”.

Quercia del Tasso a Villa Lais

SERGIO AMMIRATA

Camerini, bagni, impianto elettrico, scenografie sono solo alcune delle necessità che dovranno essere create dal nulla. Un lavoro immane, soprattutto se si considerano i tempi stretti, con il Comune di Roma in ritardo di quasi un mese sul bando per l’estate romana.

“Dovevano dare una risposta entro la fine di giugno per far partire la stagione estiva, cosa che hanno fatto in parte. Sono pochissimi – ha spiegato Ammirata – quelli che si sono avventurati e hanno allestito la stagione. Ha rinunciato la cassa del Jazz, piazza Vittorio col cinema e tanti altri in base a quanto letto sui giornali”.

Quercia del Tasso a Villa Lais

I timori che per il secondo anno la compagnia potesse rimanere ferma erano tantissimi. Nell’estate 2015 infatti la stagione non si è svolta, nonostante la storia e migliaia di spettatori. “Nel 1965 abbiamo anticipato l’estate romana con uno spettacolo alla Quercia del Tasso. Eravamo in pochi. L’anfiteatro era abbandonato da tempo. Me ne sono innamorato e da giovanissimo attore sono andato a recitare lì tutte le estati, fino a quando non è diventato una sorta di teatro stabile estivo. Quando poi è nata l’estate romana di Nicolini avevamo già un decennio di esperienza e abbiamo continuato fino al 2014. Nel 2015, oltre al fatto che erano iniziati dei lavori, la nostra compagnia è stata esclusa dal bando pubblico per non si sa quale motivo. Quest’anno – ha sottolineato orgoglioso l’attore – ci hanno invece dato un buon punteggio nella graduatoria provvisoria, anche se il ritardo accumulato era grande. Ho anticipato l’estate romana e potrei essere uno dei pochi eroi a continuarla”.

Quercia del Tasso a Villa Lais

SERGIO AMMIRATA E PATRIZIA PARISI

Un appuntamento che non solo festeggerà i 50 anni di storia, ma che rappresenterebbe una costante delle estati per generazioni di romani, che nel tempo hanno assistito a rappresentazioni di Shakespeare, Molière e un repertorio sia classico che contemporaneo.

“È stato commovente – ha ricordato Ammirata – non fare la stagione alla Quercia del Tasso. Tantissime persone ancora ci telefonano per sapere se la stagione si farà o quale spettacolo è in scena. Speriamo che la cosa vada in porto e che, nonostante il ritardo, si possa salvare la stagione”. Non è la prima volta che Villa Lais ospita spettacoli culturali, anche se solo cinematografici.

Il debutto potrebbe essere a fine luglio con “La Locandiera” di Goldoni, ma ci saranno appuntamenti sia la mattina che il pomeriggio, per un programma fitto e adattato al contesto del quartiere.

Ci saranno infatti anche manifestazioni sul quartiere Tuscolano, poesie di Checco Durante o Aldo Fabrizi. “Vediamo come rispenderà il territorio, ma penso che uno spettacolo del genere potrebbe attirare molti spettatori. Bisogna far capire alla gente che il teatro è un genere di consumo, come il cinema o il calcio. Poi sceglieranno loro se andare a vedere il teatro impegnato, il cabaret, le commedie. Bisogna che ci sia un po’ di miele prima”.Quercia del Tasso a Villa Lais

Adesso non rimane che aspettare e guardare al futuro, magari per un ritorno in grande stile al Gianicolo o un doppio appuntamento. “La Quercia del Tasso è sempre speciale. Se la stagione a Villa Lais dovesse andare bene – ha concluso Ammirata – si potrebbero fare tutte e due le cose. Allargarci. Non per manie di grandezza, ma perché è bello! Anche alla mia età”.

Gianluca Colletta

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