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Tra mito e storia: alla scoperta del patrimonio archeologico siracusano

Siracusa tra mito e storia

Che siate più o meno appassionati di storia, poco importa: al fascino delle rovine siracusane, non si resiste. Siracusa possiede un patrimonio archeologico dal valore inestimabile, che è diffuso praticamente ovunque – nel suo centro storico, come nella sua provincia. Ecco allora qualche suggerimento per costruire il vostro itinerario alla scoperta di una città dove, nei secoli, l’uomo ha lasciato tracce meravigliose, approfittando di cornici naturali altrettanto incantevoli.

Al primo posto in questo viaggio all’insegna dell’archeologia va sicuramente il Parco archeologico della Neapolis, l’area archeologica più grande della città, oltre che una delle maggiori d’Europa. La sua superficie di 240.000 m² ospita infatti i più importanti resti della Siracusa greca. Il Teatro Greco e l’Anfiteatro Romano sono i monumenti più imponenti, subito seguiti dall’Ara di Ierone II, risalente al III sec. a.C. e interpretata come un altare – enorme – dedicato a Zeus. Altri punti d’interesse imperdibili sono la (presunta) Tomba di Archimede e le cosiddette Latomie del Paradiso, che costituiscono una sorta di valle scavata dall’uomo nel corso dei secoli, per cavarne la pietra prima, e rinchiudervi i prigionieri poi.

Il patrimonio archeologico di Siracusa non è confinato soltanto nell’area della Neapolis ma, girovagando un po’, avrete occasione di vedere molte altre rovine. Ne sono un esempio i resti del Tempio di Apollo, in Piazza Pancali ad Ortigia, appartenenti a quello che viene ritenuto il primo tempio dorico siciliano. Tra Piazzale Marconi e Corso Umberto I troverete invece una bella area verde, chiamata dai siracusani “i villini”: qui si trovano i resti di quello che un tempo fu l’agorà e poi il foro della città. Se dal foro proseguite a piedi su via del Porto Grande – un tragitto di poco più di 5 minuti – vi imbatterete anche nel Ginnasio Romano, una struttura risalente al I sec. d.C. sul cui originario utilizzo, in realtà, ci sono tutt’oggi molti dubbi.

A Siracusa non mancano nemmeno le necropoli. Tra le più note, vi è indubbiamente quella del Plemmirio – area naturale protetta dove, tra l’altro, vale la pena andare a prescindere dal valore archeologico, per godere di uno dei mari più belli d’Italia. Nella parte di Punta della Mola è stata infatti rinvenuta una necropoli dell’età del bronzo, costituita da due serie di tombe a grotticella, scavate nel XV sec. a. C. ma riutilizzate anche nei secoli successivi. Se poi cercate qualcosa di davvero spettacolare, non si può non includere nell’itinerario la Necropoli Rupestre di Pantalica. È una meta ideale per una gita fuori porta da fare in giornata, raggiungibile dal centro di Siracusa in poco meno di un’ora e mezza di macchina (chi non dispone di mezzo proprio, non dimentichi che portali come Expedia forniscono utili suggerimenti anche in merito al noleggio auto). Dichiarata nel 2005  Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la Necropoli di Pantalica è costituita da una serie di tombe scavate nella parete rocciosa verticale che, era dopo era, il fiume Anapo ha modellato come un grande canyon.

Infine, in un itinerario tematico incentrato sull’archeologia, non può mancare il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi, che rappresenta uno dei più grandi e importanti musei archeologici d’Europa. Un edificio enorme, situato a dieci minuti a piedi dal Parco della Neapolis, che propone un allestimento strutturato su tre livelli e cinque settori. L’esposizione riguarda un’incredibile collezione di resti archeologici, provenienti non solo da Siracusa, ma anche da altre città della Sicilia.

Articolo scritto da Redazione