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Bambini in ospedale. A Roma l’Associazione Salvamamme porta fatine in corsia e task force emergenze bimbi

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Fatine colorate che, nelle corsie dei reparti pediatrici degli ospedali romani, provano ad alleviare il dolore dei piccoli ricoverati, ma anche a individuare problemi materiali dei bambini più svantaggiati, per seguirli anche dopo le dimissioni.

Sono le figure centrali del progetto ‘Salvamammebua 2‘, dell’associazione Salvamamme insieme con il Policlinico Umberto Iuniversità Sapienza.

Una collaborazione da cui è nata anche la task force infermieristica pediatrica che, grazie a personale appositamente formato, mette a disposizione squadre e strutture per l’accoglienza dei bambini piccoli in emergenza, esperienza “collaudata” alla canonizzazione dei due Papi a Roma.

Il progetto Salvamammebua 2 – realizzato grazie al contributo dei fondi del centro Hub Rete di terapia del dolore del Policlinico – punta ad alleviare il peso della malattia nei piccoli pazienti e dare supporto alle famiglie.

Le “fatine” – laureande o laureate in Scienza dell’educazione, Psicologia, Scienze sociali e appositamente formate – girano per le corsie con gadget, bolle di sapone, favole da leggere. E nel caso di particolari bisogni i doni, forniti con la dovuta riservatezza, diventano più specifici.

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«I bambini ricoverati – spiega la presidente di Salvamamme, Grazia Passeri – hanno bisogno di essere aiutati ad affrontare il dolore e il disagio della malattia. Spesso anche sul piano pratico. Un esempio è la storia di una bimba ucraina di 2 anni che ha già subito 45 interventi per ricostruire l’apparato digerente. I genitori non potevano permettersi un passeggino adeguato per consentirle di stare comoda, nè gli omogeneizzati di cui aveva bisogno in quantità elevata. Questi doni hanno sicuramente contribuito a ridurre i disagi della bimba. Ed è questo il nostro obiettivo».

Le fatine di Salvamamme sono presenti nei diversi ospedali del Hub di terapia del dolore del Lazio, coordinato dall professoressa Rosanna Cerbo, attivamente impegnata a sostenere l’iniziativa.

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«Ma qualunque ospedale – sottolinea Passeri – può chiedere il nostro intervento. Salvamamme non si ferma di fronte alle mancanza di finanziamenti: se i fondi non ci sono li cerchiamo. Ma intanto, con l’aiuto dei volontari, andiamo avanti».

Per quanto riguarda invece la task force infermieristica, pensata per dare risposte ai bisogni di mamme e bambini in condizioni speciali, «si tratta di un’esperienza innovativa, un’idea nuova. L’esperienza della nursery d’emergenza, realizzata in occasione della canonizzazione dei due Papi, è stato un successo».

La squadra approntata è composta da laureandi della Facoltà di infermieristica, che lavorano sulla formazione e sono pronti a scendere in campo nelle emergenze di tutti i tipi.

Articolo scritto da Redazione