Questo sito contribuisce alla audience di

L’esame sangue che sostituisce l’amniocentesi negli ospedali di Roma

L’esame sangue che sostituisce l’amniocentesi negli ospedali di Romaesame del sangue che sostituisce l’amniocentesi negli ospedali di Roma

Molte donne preferiscono non sottoporsi all’amniocentesi perché troppo invasivo come esame. Da qualche anno alcune strutture private propongono un test genetico fatto attraverso il prelievo del sangue. Si tratta di un test genetico affidabile sviluppato all’Università Tor Vergata di Roma ed è finalizzato ad individuare anomalie responsabili di sindromi come quella di Down a partire dall’esame del sangue materno già alla decima settimana di gravidanza

Durante la gravidanza, un esame del sangue può prevedere con grande accuratezza il rischio di anomalie genetiche.

La capacità di individuare correttamente un feto affetto da trisomia 21 è del 99,17 per cento, con solo uno 0,05% di falsi positivi. Il test permette di identificare altre anomalie, responsabili delle sindromi di Edwards (un neonato su 7.900), di Patau (uno su 9.500), di Turner, di Klinefelter, di Jacobs, di Prader-Willi, di Angelman, di Jacobsen, di DiGeorge2, di Van der Woude, la sindrome Cri du Chat, la sindrome XXX e altre ancora.

QUANDO FARE IL TEST DEL SANGUE CHE SOSTITUISCE L’AMNIOCENTESI

Il test si può effettuare dal momento in cui la concentrazione di Dna fetale nel sangue materno raggiunge una concentrazione sufficiente, il che vuol dire a partire dalla decima settimana di gravidanza (quindi due settimane prima del termine per la richiesta standard di interruzione volontaria della gravidanza in base alla legge italiana). Dopo il prelievo del sangue, i campioni vengono spediti ai laboratori dove sono analizzati nel massimo anonimato; i risultati vengono comunicati in forma privata dopo circa 7 giorni.

Se il risultato indica un alto rischio relativo a una delle anomalie considerate, si consiglia di effettuare ulteriori esami come l’amniocentesi, che, però, oltre a essere più invasivi, presentano un rischio di aborto non trascurabile anche se basso (intorno allo 0,2%). Altrimenti si può proseguire la gravidanza con la ragionevole certezza di poter escludere le anomalie genetiche in questione.

Una delle ragioni fondamentali per lo sviluppo dei test non invasivi è proprio ridurre il ricorso agli esami prenatali invasivi, che in questo modo potrebbero essere riservati solo alle donne la cui gravidanza presenta un rischio di anomalie alto in seguito al test non invasivo.

Il test è disponibile presso gli ospedali di Roma:

  • Policlinico universitario di Tor Vergata
  • Policlinico Agostino Gemelli
  • Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina

Articolo scritto da Redazione