Matrimonio: perché non riusciamo a farlo funzionare?

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Matrimonio. Una scelta di molte coppie.  Ma perché le separazioni diventano sempre più frequenti?

 

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Se diamo uno sguardo alle statistiche sul matrimonio, il quadro  che si delinea è a dir poco scoraggiante.

Ad oggi, 1 matrimonio su 3 fallisce e 9 coppie su 10,  trascorsi dieci anni di unione,  non risceglierebbe lo stesso partner da sposare.  Ma che cos’è che fa naufragare i matrimoni con una tale frequenza?

Potremmo proprio cominciare dall’inizio…  Quando ci innamoriamo di qualcuno, creiamo sempre una sorta  diidealizzazione. Sicuramente scegliamo quella persona piuttosto  che un’altra perché ci evoca sensazioni fisiche ed emotive  molto profonde.

Spesso sono sensazioni familiari per noi e il fatto  di poterle percepirle nell’incontro con uno sconosciuto crea un legame  molto particolare.

Accade anche però, che siamo più concentrati su quello che abbiamo  bisogno di vedere in quella persona piuttosto che su quello che  essa è in realtà.

Possiamo intuire allora il groviglio  di aspettative, pretese, delusioni e frustrazioni che ne deriva.  Dal momento che abbiamo bisogno di credere di aver trovato  proprio la persona giusta per noi, non cogliamo tutta una  seria di segnali che sono sotto i nostri occhi.

Sicuramente nei primi periodi di conoscenza, ognuno cerca di  oscurare i propri difetti esaltando i propri pregi, ma questo  “inganno” dura poco.  Poi, ciascuno inizia a esprimere se stesso con tutti i suoi lati  spigolosi, ed è a quel punto che noi preferiamo chiudere gli occhi  decidendo di non approfondire aspetti importanti per noi e per una  relazione funzionale.  Restiamo attaccati all’idea di aver finalmente trovato il partner  ideale e visto che abbiamo bisogno di una tale gratificazione,  ignoriamo, più o meno consapevolmente, aspetti che invece  meriterebbero maggiore attenzione.  E come si interrompe l’incanto? Con la realtà, naturalmente.  La quotidianità, vera e concreta, non ci permette più di illuderci…

Dobbiamo proprio fare i conti con la persona che ci siamo scelti,  ma per quella che è e non più per quella che per anni abbiamo  sperato potesse essere.

Antonella D’Oriano 

 

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