Alta Moda, gli stilisti emergenti delle sfilate romane: il brand di borse Carola Roma

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Nel panorama mondiale la settimana della moda romana AltaRomAltaModa si distingue da sempre non solo per la sua gloriosa storia e l’omaggio all’esperienza e ai nomi importanti dell’alta moda, ma anche per l’attenzione ai giovani talenti, ai designer emergenti e alle idee originali.

Tra i tanti eventi organizzati nell’ambito di Altaroma Luglio 2014 spicca senza dubbio “PASsage”, la presentazione delle borse Carola Roma, dei bijoux di Toi et Moi e della boutique di vintage Vertigo, organizzata da Mia Visual Studio.

In questa occasione ci siamo incontrate e abbiamo intervistato Carola Pennacchiotti, la giovane designer di borse e la fondatrice del brand Carola Roma.

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Raccontaci della tua attività: quando e come è nata l’idea di creare questo brand? Le tue esperienze professionali precedenti?

La moda mi piaceva da sempre, ma non ho mai pensato di fare la designer. Pensavo di lavorare nella moda, ma a livello gestionale. Così dopo il Liceo linguistico ho conseguito la laurea specialistica in Economia e Management seguita da un’esperienza lavorativa nel marketing e dal Dottorato in Innovazione e Tutela dei Consumatori all’Università Roma Tre.

Poi ad un certo momento, quasi per gioco ho iniziato a fare le borse. In realtà sono la mia ossessione, oltre che la mia passione. È un accessorio fondamentale, col quale ci si può sbizzarrire. Così ho iniziato a farle io, curare la creazione e lo sviluppo dei prototipi di borse prevalentemente di stoffa e di plastica usando materiali di recupero e seguendo così le mie idee riguardo la tutela dei consumatori, l’ambiente e l’innovazione. Poi ho conosciuto un laboratorio e così ho iniziato a fare le borse in pelle. Infine tutto questo mi ha portato a lanciare il mio brand di borse e accessori, Carola Roma, nel gennaio 2014, meno di un anno fa.

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Certo, è un momento particolare, difficile per lanciare una nuova attività. C’è la crisi, ci sono delle difficoltà al livello di mercato, perché siamo tanti, ci sono tante persone brave che si impegnano come giusto che sia.

Ma il problema vero qui in Italia sono le tasse e il poco aiuto, soprattutto ai giovani che vogliono lanciare le proprie imprese. Gran parte delle uscite vanno allo stato e all’INPS. Poi per fortuna ci sono dei momenti di soddisfazione, così grandi da compensare le difficoltà. Secondo me devi almeno provare a seguire la propria passione, soprattutto se hai ancora meno di 30 anni (Carola ne ha appena compiuti 28).

Che cosa definisce e distingue il tuo brand dagli altri?

L’artigianalità, ogni modello è Made in Italy, interamente sagomato a mano in un laboratorio nel centro di Roma. La ricerca dei materiali, pellami, tessuti ecologici, innovativi e tecnici. La cura per i dettagli inaspettati. La qualità. La voglia di superare la monotonia dell’omologazione.

Quali sono le cose che ti ispirano?

L’ispirazione per le collezioni nasce spesso dalla mia città, Roma, dalle cose che mi da. A Roma ci sono degli odori, dei colori che mi ispirano tantissimo.

E la strada, i trend che girano in strada ti influenzano in qualche modo?

Questo un po’ meno, perché comunque chi osa in strada osa sempre in modo omologato. Anche chi vuole essere diverso lo fa come lo fanno a New York piuttosto che a Londra, basta vedere le foto su qualsiasi social network per notarlo.

Mi ispiro molto dalla praticità che devono avere le mie creazioni. Ad esempio, sono sempre sul motorino, ho proprio la necessità pratica della tasca, dell’apertura, dei manici. Il mio zaino Amanda ha quattro moschettoni che permettono di spostarne i manici e utilizzarlo sia come borsa a spalla sia come tracolla. Le mie borse hanno vari utilizzi e sono molto leggere.

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Più che la strada sono le mie amiche che mi suggeriscono delle idee, magari mi dicono “mi servirebbe questa cosa” oppure “ho sempre desiderato questo modello”. Insomma, creando cerco di combinare tutte queste ispirazioni e così nasce qualcosa di solo mio.

Usi anche dei materiali di riciclo?

Sì, ad esempio uso le sacche del caffè di iuta. Le tratto personalmente, le lavo, le faccio asciugare ed essiccare due volte. È un processo per togliere l’odore e irrigidire la iuta. E poi le cucio e ne faccio degli accessori. Così le sacche del caffè si trasformano in accessori, lo trovo bellissimo e una idea contemporanea. Tra l’altro anche il prezzo è facilmente accessibile.

Un altro esempio: con le parti che rimangono dalla produzione delle borse e dai così detti scarti di pelle (anche se, a dir la verità, chiamarli scarti è davvero diminutivo) faccio dei bracciali di pelle. Insomma, mi ingegno sempre con nuove idee per poter sprecare meno possibile.

Che altro entra nella tua linea di accessori?

A parte i bracciali adesso sto facendo anche collane, portafogli, portachiavi, agende, di vario tipo. Tutto in pelle. C’è anche il prodotto uomo. Ad esempio, c’è una borsa nella nuova collezione, una borsa da lavoro, da giorno che è unisex.

Crei anche su ordinazione, prodotti custom-made?

Sì, certo. Ad esempio, una ragazza mi ha contattato, voleva un secchiello senza frange. Altri mi chiedono magari un colore particolare. Vado sempre incontro a queste richieste.

Credo tantissimo nella personalizzazione come il futuro del lusso. Secondo me il vero lusso, al di là del costo, è l’unicità. Avere qualcosa che hai solo tu. È una cosa davvero impagabile. Purtroppo siamo nel periodo della globalizzazione totale, quello che vendono a Roma lo vendono anche a New York o Barcellona. Si perdono i prodotti e i posti particolari. Questo va bene al livello economico, ma va male per quanto riguarda l’artigianalità. Anche se devo dire che in Italia con la crisi si è riscoperto tanto il lato artigianale, le persone si sono messe molto in discussione per tornare a fare cose che non faceva più nessuno. La gente vuole avere le cose uniche.

La fascia dei prezzi delle tue borse?

Partiamo dai 190 euro fino al massimo 350 euro. Spesso quando mi contatta un cliente fisso c’è anche un prezzo particolare, con lo sconto, perché preferisco incentivare le persone con cui comunque nasce un rapporto diretto.

Qualche parola sulla nuova collezione anticipata durante la presentazione “PASsage”.

La mia nuova collezione prende ispirazione dai colori, dai tramonti e dagli odori dell’estate. Forme sinuose, colori più caldi, pelli metallizzate, borse con 3/4 usi come ad esempio il marsupio che diventa borsa a spalla, tracolla, pochette e zaino! Accessori e minuterie color canna di fucile, trovo questo colore elegante e metropolitano.

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Dove si possono acquistare i tuoi prodotti?

Sullo shop online appena lanciato sul mio sito. Anche da Facebook si potrà accedere all’e-shop.

Quest’anno hai partecipato in Altaroma due volte, in gennaio all’iniziativa Room Service e in luglio alla presentazione PASsage. Le tue impressioni?

Reputo Altaroma davvero una bellissima iniziativa ed una fantastica opportunità per i designers. Solo in occasione delle due edizioni annuali di Altaroma possiamo assistere ad una Roma più viva e creativa per quello che riguarda la moda. Se non ci fosse questa manifestazione, Roma e tutti coloro che vivono questa città non avrebbero modo di poter partecipare attivamente a quello che è il mondo della moda, se non andando almeno a Milano.

Per i designer emergenti ci sono alcune iniziative che più di altre possono aiutare a farti conoscere e ad entrare ufficialmente, in punta di piedi, in quello che è il mondo della moda. Ad esempio, poter partecipare a Room Service, il format ideato da Simonetta Gianfelici, dove oltre a mostrare le proprie collezioni si può anche vendere direttamente al cliente finale, è una bellissima opportunità, per chi vuole farsi conoscere. Room Service è stata la mia prima esperienza nella presentazione della mia collezione ad un pubblico allargato, di stampa e di compratori. L’esperienza molto bella e positiva. È stato un biglietto da visita importante. Ti dà un’affidabilità maggiore, un sigillo di una qualità selezionata da Altaroma.

Per non parlare poi di tutte le altre iniziative di Altaroma, a partire da Who Is On Next? che è davvero un concorso molto importante che porta la carriera di chi arriva in finale ad un altro livello, aprendo molte strade.

Secondo te che cosa manca alla città di Roma per diventare la capitale della moda alla pari con Milano e Parigi? O forse deve mantenere il suo ruolo attuale, di nicchia e diverso dalle altre?

Roma purtroppo sembra sempre essere un passo indietro rispetto a tutte le altre capitali. Sotto ogni aspetto. E’ bello vedere infatti come questo evento negli anni abbia preso sempre più importanza e sia diventato un punto di riferimento per tutti nella moda, anche per i non romani.

Infine, il tuo rapporto personale con Roma?

Roma è la città dove sono nata, dove ho vissuto anche se ho avuto un po’ di spostamenti, ma qui ho voluto tornare nonostante ho vissuto in posti bellissimi, prima a Barcellona, poi a Stoccolma.

Con Roma è un rapporto amore-odio, dove l’amore vince quasi sempre. Magari sei stressato dal traffico ma poi giri l’angolo e vedi un tramonto talmente bello che dimentichi tutto. L’atmosfera di Roma è davvero speciale.

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Fotografie per gentile concessione di Carola Roma

http://www.carolaroma.it

 

by Iana Nekrassova

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