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Roma: L’Accademia Altieri apre le sue porte e svela i segreti del successo del mondo della moda

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L’Accademia Altieri Moda e Arte di Roma  dal 1973 prepara i giovani ad accedere nei vari settori dell’artigianato creativo organizzando corsi per:Stilista di Moda con Modellismo e Sartoria, Ricamo a Mano di Alta Moda, Design Accessori Uomo Donna, Trucco Estetico,Cineteatrale ed effetti speciali, Abiti da sposa, Abbigliamento bambino, Vetrinista Visual Merchandising.

Il 29 maggio l’Accademia Altieri ha aperto le porte della sua sede romana in via Lucrezio Caro in occasione dell’open day.

GIADA MUCCI
GIADA MUCCI DIRETTRICE DELL’ACCADEMIA ALTIERI DI ROMA (sinistra)

 

Ad accoglierci, la direttrice Giada Mucci, che ci ha guidato attraverso le aule e ci ha illustrato la storia della prestigiosa accademia Romana:

“L’accademia nasce 41 anni fa da un’idea di mio padre, Silvio Mucci. E’ stato lui a creare questi corsi di studio, dato che all’epoca le accademie di moda in Italia erano decisamente poche, poi man mano, oltre ai corsi di stilismo, trucco e vetrinismo, abbiamo aggiunto nuovi corsi, adeguandoli ai tempi e alle esigenze dei ragazzi: un corso di abiti da sposa, uno di abbigliamento da bambino.

Ma soprattutto un corso di ricamo per poter preservare quest’antica tradizione che viene ormai portata avanti da sempre meno persone e che difficilmente viene tramandata alle nuove generazioni. Non potevamo far morire questo mestiere.”

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Il metodo d’insegnamento adottato privilegia in primo luogo la parte pratica “Teniamo fede al motto dell’accademia secondo cui si impara lavorando e si lavora imparando. Siamo convinti che questo mestiere non si impari soltanto attraverso lo studio teorico sui libri, bensì attraverso la pratica costante nei laboratori e nelle aule”.

Aggirandoci tra le aule, ci fermiamo a chiacchierare con gli alunni e i professori.

Nell’aula di modellismo due ragazze stanno creando dal nulla un abito da sposa, drappeggiando e sovrapponendo tessuti su un manichino sartoriale.

“Sono tutti tessuti economici” ci spiegano, “spesso li troviamo sui banchi del mercato”.

Nell’aula trucco invece, tutte le postazioni sono occupate. Alcune ragazze stanno realizzando sulle loro colleghe splendide sfumature ed un sapiente contouring con pennelli e prodotti in crema o in polvere, altre invece, maneggiano con destrezza cera, lattice liquido e sangue finto per creare realistiche simulazioni di ferite da taglio, abrasioni. In quest’aula infatti si svolgono le lezioni di trucco estetico e cineteatrale.

Nell’aula di vetrinismo ci troviamo di fronte a delle vere e proprie vetrine già allestite “L’obiettivo è quello di creare una vetrina in grado di attrarre l’attenzione del cliente ed invogliarlo ad entrare nel negozio e ad acquistare.” ci spiega l’insegnante. Le figure professionali in questo settore sono due: il vetrinista e il visual merchandiser. Il primo, cura l’allestimento scenografico delle vetrine , studiando lo spazio e le luci, mentre il secondo si occupa del settore merceologico.
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Infine abbiamo visitato l’esposizione delle creazioni di tre ex alunni dell’accademia Altieri che si stanno pian piano affermando nel campo della moda: Ivan Iaboni, Claudia Danna e Okiana Mikeli. Li abbiamo intervistati.

Dopo il diploma all’Accademia, quali altre esperienze avete fatto?

Ivan: Ho lavorato per un anno in una sartoria cineteatrale, poi la scorsa estate ho visto in tv la pubblicità del casting per un talent show, “Fashion Style”, mia madre mi ha incoraggiato a tentare, così ho inviato il curriculum alla casa di produzione e ho superato due casting.

Poi un giorno, (ero proprio qui in Accademia) ho ricevuto la telefonata in cui mi comunicavano la mia ammissione. Quest’esperienza mi ha dato la possibilità di conoscere molti personaggi famosi e di creare outfit per alcuni di loro, inoltre mi ha fatto crescere e sono contento di aver dimostrato le mie capacità grazie a ciò che ho imparato in questi anni di studio. Sono un po’ meno contento di essere arrivato secondo.

 

Claudia: I tre abiti che ho portato in passerella hanno girato parecchio tra sfilate e shooting fotografici e sono stati pubblicati da Vogue e da Galmour Uk. Ho studiato ricamo e ho avuto l’occasione di lavorare per Gucci a Milano e di fare uno stage per la maison Sarli qui a Roma. Adesso sto lavorando alla collezione di 12 abiti che sfileranno ad AltaRoma a luglio e sto realizzando un prêt-à-couture mixando diversi tessuti tecnici e materiali particolari.

 

Okiana: Ho sempre amato dipingere e continuo a dedicarmi a questa mia passione e a realizzare stampe da trasferire su tessuto. Gli abiti che ho portato l’anno scorso in passerella ad AltaRoma e che hanno aperto la sfilata dell’Accademia sono infatti realizzati con pittura su stoffa, realizzata a mano. Ho anche creato una linea di body dai colori fluo che sto pian piano distribuendo nei negozi e ho avuto la soddisfazione di vedere una mia stampa pubblicata su Vogue.

Ivan Iaboni
Ivan Iaboni

A cosa vi ispirate per le vostre collezioni?

Ivan: Ogni collezione è diversa dall’altra. Mi piace mantenere sempre linee pulite ed essenziali che sono parte integrante del mio stile, cercando di dare però quel tocco di aggressività e di stravaganza che mi appartiene. Uso spesso il colore nero e lo sto proponendo anche per la stagione estiva nella collezione che sto vendendo in esclusiva nella boutique Dalidà in via Margutta 14 qui a Roma, mentre invece la mia collezione invernale sarà un’esplosione di colori.

Claudia: Sono stata ispirata dal concetto dell’ attesa, associando quindi l’idea di morte e rinascita, di fine e inizio, alla fase di metamorfosi della crisalide che si trasforma in farfalla. Mi piaceva che gli abiti, nell’insieme, ricordassero le fasi evolutive, dando un lieve senso di incompletezza, ma che allo stesso tempo avessero un forte legame con il buio della morte e del grembo materno, come se fossero un unico punto di congiunzione del ciclo vitale.

Okiana: Mi sono ispirata all’anatomia umana, in particolare all’apparato scheletrico, muscolare e circolatorio che ho rivisitato in chiave decisamente più artstica e decorativa. La forma svasata in vita vuole infatti ricordare la forma delle ossa del bacino. Per quanto riguarda i body invece, i colori preponderanti sono il lime e l’azzurro che alterno al nero degli inserti in pelle e delle cuciture a zig zag che mi piace utilizzare anche a scopo decorativo.

Claudia Danna
Claudia Danna

Che emozione è veder sfilare le proprie creazioni in passerella?

Ivan: E’ un emozione sempre diversa, per me ad esempio dipende dal capo che sfila. Se è un capo di grande impatto il cuore batte più forte. Come ho già detto, mi rispecchio in uno stile spesso stravagante e non sempre posso esprimerlo al meglio negli abiti destinati alla vendita.

Claudia: Per me è stato un doppio colpo al cuore, anche perchè mai mi sarei aspettata di vincere il premio Altieri che mi darà la possibilità di sfilare con una collezione tutta mia in occasione della prossima sfilata a luglio.

Okiana: All’inzio non te ne accorgi, ti fai prendere dall’emozione e dalla frenesia del momento e lì per lì non realizzi. Solo dopo ti accorgi che i tuoi abiti hanno sfilato e che moltissime persone li hanno visti e giudicati. Vorrei che accadesse più spesso!

Okiana Mikeli
Okiana Mikeli

 

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by Luisa Vittoria Amen

Articolo scritto da Luisa Vittoria Amen