Romina Power, strano mio destino con Albano

Romina Power e Albano di nuovo insieme. Scopri dove su Pinkroma.it

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«Che strano il destino, riunirsi con Albano diciotto anni dopo, in Russia, dove ci eravamo esibiti per l’ultima volta ventisette anni fa. Se me lo avesse predetto un indovino non ci avrei creduto».
Lo ha detto Romina Power, pochi giorni dopo il ritorno sulle scene accanto ad Albano Carrisi a Mosca, uno dei palcoscenici che ha fatto la fortuna dell’ex coppia, artistica e nella vita.
La Russia ha lasciato delle belle sensazioni alla cantante e attrice statunitense: «Ho trovato un paese cambiato -ha spiegato- e una città molto diversa rispetto all’ultima volta che ci eravamo esibiti lì. Ma il calore, l’amore e l’affetto della gente sono rimasti gli stessi».
Romina Power in questi giorni è a Roma per presentare un film italiano che la vede tra i protagonisti: Il Segreto di Antonello Belluco , che racconta l’eccidio di Codevigo (Padova), operato dai partigiani tra l’aprile e il giugno del 1945.
Il tema scelto è raro nel cinema italiano e farà discutere, maRomina Power non si sente una pioniera del revisionismo: «forse lo è più il regista, che ha scritto questa storia con una poesia incredibile. Io sono felice che mi sia stata data questa occasione. Volevo tornare al cinema con un film importante».

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La cantante lascerà l’Italia nei prossimi giorni: Prima un viaggio in Europa, per partecipare a un ritiro buddista, poi, i primi di novembre, tornerà a Los Angeles dove vuol far partire un suo progetto. «Sto lavorando a un film mio -ha raccontato- lo sto scrivendo insieme a un’altra persona e voglio produrlo io stessa. Ho una rosa di registi cui proporlo, se non dovessero accettarlo lo dirigerò io».
LA TRAMA DEL FILM

 Il Segreto di Antonello Belluco
Romina Power interpreta Italia , una donna che nasconde un segreto legato al suo passato. Tornata, dopo cinquantacinque anni, nel suo paese d’origine in Veneto i ricordi riaffiorano. Nella primavera del 1945 Italia ha quindici anni ed è innamorata del figlio diciottenne di Silvio Farinacci, capo delle Brigate Nere locali. La ragazza cerca le attenzioni del suo amato, che tuttavia non sembra svelare i propri sentimenti. Nel frattempo la vita scorre tranquilla in paese sino all’arrivo dei partigiani rossi, che, dopo aver stabilito il proprio comando nel piccolo centro, iniziano la loro resa dei conti nei confronti dei fascisti e della popolazione civile.
« Questo film non fa del revisionismo, ma racconta un fatto realmente accaduto -ha chiarito Belluco- in guerra non esistono colori, esistono tragedie e morti ».
Nonostante le difficoltà della produzione, realizzata con duecentomila euro e durata tre anni, il regista ha detto di essere andato avanti «anche per Gerardo Fontana (ex sindaco di Codevigo ndr), uno degli sceneggiatori, venuto a mancare lo scorso giugno, che aveva vissuto questa brutta storia in famiglia».
La distribuzione nei cinema del film potrebbe rappresentare un problema, visto il tema trattato, ma Belluco non è sembrato preoccupato: «credo in un’Italia che vuole accogliere la verità. Al massimo -ha ironizzato- mi metterò la pizza sotto braccio e farò il cineforum casa per casa».

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