Roma, al Bioparco arrivano i “Pesci alieni”

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Barracuda, meduse, polpi, pesci pappagallo, pesci scorpione, storioni, pesci siluro, alla scoperta delle specie aliene che stanno invadendo il mare, i fiumi e i laghi del nostro Paese divenendo una minaccia per gli altri esseri viventi.

Al Bioparco di Roma è stata inaugurata la nuova area tematica Pesci alieni che stanno invadendo le acque dolci e salate italiane.

Pesci a volte anche letali per l’uomo, da sempre vissuti nei mari tropicali ma che, a causa dell’inquinamento e dell’effetto serra, stanno invadendo le nostre acque alterandone l’ecosistema.

«La nuova area nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il nostro pubblico, in particolare i bambini, sugli animali alieni che popolano mari, fiumi e laghi – spiega Federico Coccìa, Presidente della Fondazione Bioparco di Roma – considerati una della principali minacce alla Biodiversità, con un’attenzione particolare ai cambiamenti climatici e ai danni causati dai sistemi di pesca non selettivi.

Poter vedere da vicino un pesce scorpione o un pesce siluro consente di creare quel rapporto emotivo che facilita l’acquisizione del messaggio educativo».

Il percorso interno all’area tematica Pesci alieni è caratterizzato da tre principali sezioni:

  • la prima dedicata ai cambiamenti climatici e alla biodiversità del bacino del Mediterraneo, dove è possibile osservare barracuda, meduse, polpo, seppia, cernia bruna e la murena.
  • La seconda sezione riguarda le specie aliene presenti nelle nostre acque dolci, come ad esempio il pesce gatto, il gambero della Luisiana e il pesce siluro.
  • Nella terza sezione sono presenti le specie aliene del Mare Nostrum che negli anni hanno fatto la loro comparsa, come il pesce pappagallo, il pesce scorpione, il pesce palla maculato, il pesce balestra, la medusa maculata australiana, la murena verde.

Per fare un esempio, il pesce scorpione (Pterois miles), oltre a essere uno dei pesci più spettacolari dei mari tropicali, è molto pericoloso, il suo veleno può provocare la morte di un essere umano. Ha fatto la sua comparsa nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez all’inizio degli anni ’90, l’intensificazione degli avvistamenti è però recente. Nel passato, infatti, molte specie aliene non incontravano condizioni adatte alla loro sopravvivenza ma adesso, a causa dell’innalzamento delle temperature, trovano condizioni climatiche favorevoli. Un mare Mediterraneo che tra qualche decennio potrebbe essere ricco di variopinti pesci tropicali, ma a quale prezzo?

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