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Il M5S vuole abolire la parità di genere a Roma

Il M5S vuole abolire la parità di genere a Roma

Il M5S vuole abolire la parità di genere a Roma

Principio superato! Questa sarebbe la motivazione con la quale il M5S chiederà l’abrogazione della parità di genere in Campidoglio in vista della modifica del Regolamento di Roma Capitale.

Per l’amministrazione guidata da Virginia Raggi pare necessario abrogare il dispositivo secondo il quale uomini e donne devono essere ugualmente rappresentati all’interno degli organi di governo. Dalla Giunta capitolina fino a quelle municipali.

Inoltre, il M5s intende trasformare la commissione delle Elette in commissione Pari opportunità – con contestuale riduzione del numero delle rappresentanti.

La proposta, firmata dai 17 consiglieri pentastellati, prevede che siano cambiati il comma 3 dell’articolo 25, quello che disciplina la composizione della Giunta capitolina e il comma 21 dell’articolo 27, relativo alla giunte dei municipi.

Nelle versioni attualmente in vigore, entrambi i commi stabiliscono che «fra i nominati è garantita la presenza, di norma in pari numero, di entrambi i sessi, motivando le scelte difformemente operate con specifico riferimento al principio di pari opportunità». La nuova versione, invece, prevede solo genericamente che «fra i nominati è garantita la presenza di entrambi i sessi».

Il M5S vuole abolire la parità di genere a Roma

In sostanza, se la modifica venisse approvata, la Giunta Capitolina, ma anche quelle municipali, composta da 2 donna e 10 uomini o da 2 uomini e 10 donne sarebbe rispettosa del dettato dello Statuto.

Secondo il M5S si tratterebbe però di una “Fake news”.

Il presidente della commissione Roma Capitale Angelo Sturni, su Facebook dichiara “Nessuna abolizione delle pari opportunità anzi il contrario. Modificando lo statuto di Roma Capitale il M5S ha proposto l’istituzione della Commissione delle pari opportunità proprio per mettere il tema al centro dell’azione politica. Inoltre, lo Statuto di Roma Capitale prevede che nelle giunte capitoline e municipali sia prevista una quota di rappresentanza di uomini e donne di pari numero. Invece la legge 7 aprile 2014, n. 56, all’articolo 1, comma 137, prevede che ogni sesso sia rappresentato in misura non inferiore al 40%. La proposta prevede il ritorno a questo parametro: si potranno avere giunte comunali e municipali con 60% donne e 40 uomini e viceversa”.

Molte giunte municipali però nei mesi scorsi hanno avuto non pochi problemi a garantire proprio la parità di genere a causa delle dimissioni di diversi assessori per i quali non si riusciva a trovare un sostituto dello stesso sesso per garantire il principio.

Campidoglio: l'elenco degli Assessori della Giunta Raggi

E’ accaduto, ad esempio, in XV Municipio (zona Cassia e Prima Porta). Anche la stessa Giunta capitolina ad oggi è formata da 10 assessori senza però che sia rispettata la parità di genere.

Sono infatti 6 gli uomini:

  • Luca Bergamo, assessore alla Cultura e vicesindaco,
  • Luca Montuori all’Urbanistica,
  • Andrea Mazzillo responsabile del Bilancio,
  • Massimino Colomban a capo dell’assessorato alle Partecipate,
  • Daniele Frongia, assessore allo Sport,
  • Adriano Meloni, responsabile delle Attività produttive.

Solo 4 le donne:

  • Linda Meleo (Trasporti),
  • Pinuccia Montanari (Ambiente),
  • Laura Baldassarre (Scuola e Politiche sociali)
  • Flavia Marzano (Roma Semplice).

Sulla vicenda le opposizioni annunciano battaglia in aula, dove il provvedimento arriverà una volta terminato il giro di pareri che dovranno arrivare dai municipi. Il gruppo Pd in aula Giulio Cesare parla di «vergognoso colpo di mano». Una volta in Assemblea capitolina, lo statuto potrà essere modificato con il voto favorevole dei due terzi dell’assise in prima battuta, poi, nel caso il quorum non fosse raggiunto, basterà la maggioranza assoluta.

Articolo scritto da Redazione