Scambio di embrioni Roma: sarà una “dolce attesa”?

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scambio embrioni Roma: Sarà una "dolce attesa"?
scambio embrioni Roma: Sarà una “dolce attesa”?

La notizia di uno scambio di embrioni nella procedura di fecondazione assistita presso l’unità di fisiopatologia per la riproduzione e la sterilità dell’Ospedale “Sandro Pertini” di Roma ha colpito noi tutti.

Si è scoperto, dunque che una donna, sottoposta alla fecondazione assistita quattro mesi fa, è rimasta incinta di due gemelli che, però, non sono suoi.
Sembra, infatti, dal test genetico che non ci sia compatibilità tra il corredo genetico dei feti e i profili dei genitori.
Attualmente l’unità di fisiopatologia per la riproduzione e la sterilità è stata chiusa e il Ministero della Salute ha dato il via ad un iter che intende verificare la correttezza delle procedure seguite, il rispetto delle normative in vigore e approfondire “le ragioni per le quali non ne sia stata data tempestiva informazione all’autorità centrale”.

A tal fine è stata nominata una commissione di cinque esperti che avrà il compito di chiarire l’accaduto sotto un profilo scientifico allo scopo di assicurare che simili errori non si ripetano più.
Da un punto di vista scientifico e burocratico, quindi, sembra che la situazione sia sotto controllo e questo è senz’altro molto rassicurante per la collettività.
Resta il fatto che eventi come questi possono essere molto dolorosi.
Solitamente le persone che decidono di intraprendere un percorso di fecondazione assistita hanno superato varie difficoltà legate al fatto di non aver potuto realizzare il loro desiderio di genitorialità in maniera naturale.

Sono persone che pur di vivere l’esperienza della maternità e della paternità sono disposte ad affrontare un iter clinico alle volte molto stressante. Son persone che hanno bisogno di essere protette e sostenute.

Lo stato di benessere di una donna in gravidanza incide anche sul benessere del futuro infante.

Di conseguenza, è necessario creare il più possibile le condizioni affinché si possa godere appieno di un’esperienza così faticosamente cercata.

Ora, è chiaro che l’errore è umano e alle volte sembra inevitabile ed imprevedibile, ma quello che possiamo e (forse) dobbiamo fare è imparare dagli sbagli commessi per assicurare a noi stessi e agli altri che non si ripeteranno più.

Possiamo, quindi, riflettere insieme sull’importanza della maternità e di come sia necessario proteggerla da parte di tutti e non solo dei medici e degli operatori sanitari che, certamente, hanno un ruolo principale.

Un bimbo che nasce, infatti, è un bene di tutta la collettività.

Possiamo, quindi, veramente imparare che la maternità- in ogni suo aspetto- merita il massimo dell’attenzione e della cura.

Dott.ssa Antonella D’Oriano
Psicologa, psicoterapeuta

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