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Alzheimer Roma, nasce la prima scuola badanti e collaboratrici domestiche della Capitale

L’Alzheimer colpisce ogni anno nel mondo centinaia di migliaia di persone. Non fa sconti a nessuno famosi, ricchi, poveri, giovani e meno giovani. Le famiglie si trovano catapultate in un vero e proprio inferno. Il dato di malati di Alzheimer a Roma è allarmante ecco perchè le Acli hanno deciso di farnascere nella Capitale una scuola per badanti e collaboratrici domestiche preparate a prendersi cura di un malato di Alzheimer

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Sono settemila i romani over 65 affetti da varie forme di demenza e tra questi il 47 per cento è afflitto da una patologia lieve, il 23 per cento da una moderata, il 30 per cento da una forma grave.

Questi i dati allarmanti sull’Alzheimer a Roma.

L’Alzheimer infatti colpisce nel mondo ogni giorno migliaia di persone e non fa sconti a nessuno: ricchi, famosi, belli, brutti, etc. etc.

Quado in famiglia viene diagnosticata la demenza di Alzheimer o un’altra demenza in forma grave ci si ritrova spesso soli e ci si ritrova catapultati in un vero e proprio inferno di solitudine e disperazione.

Peggio ancora se non si hanno le disponibilità economiche per far fronte a servizi.

La buona notizia è che per far fronte a questa situazione e ai 1539 nuovi casi di demenza l’anno, le Acli di Roma e la Geriatria dell’Asl Roma C, hanno istituito la prima scuola di formazione che prepara badanti e collaboratori domestici su malattia di Alzheimer e altre forme di demenza.

La scuola darà la possibilità alle 16 badanti che verranno selezionate tra quelle che ne faranno richiesta di affrontare un corso, riconosciuto con attestato dalla Regione Lazio, da 300 ore (120 di teoria e 180 di pratica) con un tirocinio presso alcune strutture ospedaliere specializzate del Lazio. 

L’iniziativa delle Acli è rivolta, oltre che a badanti e collaboratori domestici, anche a coloro che vogliono o debbano sostenere un familiare che soffra di questa diffusissima patologia.

Oltre a formare le colf – ha aggiunto la presidente Acli di Roma Cecilia Cecconi – il progetto prevede un’intermediazione lavorativa che gli permetta di trovare lavoro e che verrà operata dal Patronato Acli presente presso l’ospedale Sant’Eugenio».

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Articolo scritto da Redazione