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Roma Policlinico Gemelli: il robot Da Vinci opera la tiroide senza lasciare segni

Al Gemelli con il robot Da Vinci si opera la tiroide di una paziente senza lasciare segni sul collo.
Al Gemelli con il robot Da Vinci si opera la tiroide di una paziente senza lasciare segni sul collo.

Al Policlinico Gemelli di Roma con il robot Da Vinci si opera la tiroide di una paziente senza lasciare segni sul collo. Gli strumenti chirurgici passano per via ascellare. Si tratta di un’operazione senza precedenti nel Lazio e nel Sud Italia. Passando attraverso l’ascella si evitano inestetiche cicatrici.

tiroide policlinico gemelli roma 3

Il robot chirurgo Da Vinci, “telecomandato” dall’équipe dell’Unità Operativa di Chirurgia Endocrina e Metabolica del Policlinico universitario A. Gemelli di Roma, diretta dal professor Rocco Bellantone, ha eseguito un intervento senza precedenti nel Lazio e nel Sud Italia: ha operato la tiroide di una giovane paziente senza lasciare alcun segno sul suo collo.

Il robot ha raggiunto la ghiandola malata attraverso l’ascella.

PROF. ROCCO BELLANTONE, Unità Operativa di Chirurgia Endocrina e Metabolica del Policlinico universitario A. Gemelli di Roma
PROF. ROCCO BELLANTONE, Direttore Unità Operativa di Chirurgia Endocrina e Metabolica del Policlinico universitario A. Gemelli di Roma

L’intervento eseguito al Policlinico Gemelli si chiama ‘Tiroidectomia robotica trans-ascellare’.

Si tratta di un’operazione al momento indicata in casi selezionati.

L’intervento è stato effettuato lo scorso 17 gennaio su una donna di 37 anni affetta da gozzo nodulare. La giovane è stata dimessa in ottime condizioni il giorno dopo l’operazione.

La tecnica della Tiroidectomia robotica trans-ascellare, messa a punto in Corea e attualmente in via di diffusione anche nei Paesi occidentali, consente di evitare ogni cicatrice sul collo rispetto alle tecniche convenzionale e mini-invasiva, che vengono eseguite con un accesso chirurgico cervicale.

Col nuovo intervento la tiroide viene infatti raggiunta dall’ascella, con un accesso chirurgico nascosto e poco visibile.

Attraverso la singola incisione ascellare vengono introdotte la telecamera e gli strumenti robotici, che sono manovrati dal chirurgo comodamente seduto alla consolle. Il sistema computerizzato consente una visione tridimensionale e  ingrandita, nonché un assoluto controllo dei movimenti degli strumenti robotici. Queste caratteristiche tecniche facilitano e rendono molto accurata la dissezione chirurgica, garantendo l’assoluta sicurezza dell’intervento.

“La tiroidectomia robotica – spiega il professor Bellantone – è attualmente indicata per il trattamento della patologia tiroidea nodulare benigna. È però in corso di validazione il suo impiego per il trattamento della patologia maligna in pazienti a basso rischio”.

La Tiroidectomia robotica trans-ascellare rappresenta quindi un ulteriore passo in avanti nel miglioramento dei risultati estetici dell’intervento alla ghiandola a forma di farfalla.

Articolo scritto da Redazione