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L’Amore visto da Lui

Gli uomini e le donne sono diversi e hanno modi di amare diversi.

Ma, nell’incontro con l’altro, riusciamo a integrare le varie modalità di stare in amore oppure creiamo uno squilibrio all’interno della coppia?
Molto spesso si è attribuito alle donne – a torto o a ragione- una sorta di “superiorità” nella conoscenza dell’amore rispetto agli uomini.

 

E’ un po’ come se ci fossimo costruiti il mito che le donne conoscono il senso dell’amore meglio degli uomini.

 

Probabilmente la cultura ci ha dato ragione; l’uomo, infatti, è sempre sembrato essere più disposto a coltivare numerose storie superficiali con scopi puramente sessuali.

 

Le donne, invece, sono state più tese alla ricerca di un partner stabile col quale creare una relazione durevole.

Queste diverse tendenze rispecchiano delle differenze sessuali di base e, da queste, sembra essere scaturita la sottile convinzione che, quando si parla dell’Amore, l’uomo può farsi anche da parte perché ci siamo NOI, donne, “cultrici” ed esperte della materia!

A questo proposito, sapere l’opinione di voi tutte sarebbe una grande occasione di arricchimento e di scambio…

 

Certamente le donne si sono sempre interrogate sull’Amore e, probabilmente, ci siamo spese più degli uomini per cercare di capire cosa sia veramente questo sentimento.

Ciò, però, non toglie che quando l’uomo si innamora…anche il suo è Amore!

Non esistono amori di serie A e amori di serie B, quindi anche le esperienze maturate da un uomo acquistano la stessa autorevolezza di quelle vissute da una donna.
Un sentimento, se sincero, lo è per tutti e merita, perciò, la medesima considerazione.
Alle volte sembra che l’amore provato dal nostro partner debba essere analizzato e approvato da un criterio che è tipico della natura della donna. E’ un po’ come se dicessimo al nostro uomo:

“Se dici questo, fai quello o ti comporti in quest’altro modo, vuol dire che non mi ami veramente”.

Come se esistesse un modo di amare giusto e che tutti gli altri siano sbagliati e, così facendo, filtriamo dei comportamenti affettivi attraverso un “registro femminile”.
Anche nell’assetto familiare sembra che l’uomo faccia fatica a trovare uno spazio proprio, dove venga riconosciuta e rispettata la sua natura e il suo modo di esprimersi nelle situazioni significative.
Per fare un esempio, se un uomo è affettuoso con la sua famiglia e si occupa concretamente dei suoi figli dando un aiuto importante nelle faccende domestiche, diciamo che è un “bravo mammo”, forse ancora condizionati dal nostro retaggio culturale.

 

Ciò vuol dire che, anche un livello sociale, non sappiamo ancora legittimare la sua capacità di esprimere se stesso così com’è, ma gli attribuiamo la rappresentazione di un modello femminile…
Perché non diciamo che lui è semplicemente un “buon padre”?

Perché non riconosciamo a un maschile delle manifestazioni emotive e, invece, le interpretiamo in una modalità al femminile?
Rispetto a questo non credo sinceramente che sia colpa né dell’uno né dell’altra.

Credo piuttosto che tanto le donne quanto gli uomini abbiano la medesima responsabilità; le prime, di essersi assunte il potere di conoscere e di gestire i sentimenti e le relazioni meglio dei loro partner, e i secondi, hanno la responsabilità di avercelo lasciato fare…

Se tutto questo è vero, anche solo in parte, allora possiamo veramente invertire la rotta verso la creazione di una coppia più democratica capace di rispettare ambo le parti.

Proviamo a concentrarci sul fatto che non esiste cosa più bella che quella di provare sentimenti sinceri verso chi ci sta accanto e che i sentimenti, per fortuna, non fanno differenza di sesso.
Antonella D’Oriano

Articolo scritto da Redazione