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Come evitare che il Matrimonio si trasformi in una prigione

Il matrimonio spesso si trasforma in una gabbia dorata. Vivere insieme è un’esperienza intensa che può essere meravigliosa, ma alle volte anche molto dura. Sviluppare coraggio e saggezza può aiutare nei momenti difficili. Vediamo come…

come non trasformare il matrimonio in una prigione
come non trasformare il matrimonio in una prigione

“Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione…”.

La citazione riportata è di Khalil Gibran, poeta e filosofo libanese.

 

Questa riflessione ci porta a riflettere sulla necessità di non trasformare un legame forte e intenso, come quello del matrimonio, in una prigione.

 

Il matrimonio crea un’unione così intima con una persona che, in principio, era “un’estranea”  e che solo un legame “di sangue” (con genitori, fratelli e figli), può superare.

 

 

Per decidere di sposarsi serve sicuramente amore, motivazione e una grande voglia di costruire.

 

 

Alcuni credono che scegliere di arrivare all’altare implichi anche un pizzico di incoscienza.

 

Questo potrebbe essere vero proprio in virtù del fatto che il matrimonio è un grande passo e ci spinge verso un’importante crescita affettiva, relazionale, economica, pratica oltre che esistenziale…
Di sicuro, però, quella di portare avanti un matrimonio negli anni è l’esperienza di gran lunga più impegnativa: occorrono coraggio e saggezza.

 

Coraggio

perché tante volte i coniugi, di fronte a ostacoli apparentemente insormontabili e costretti in situazioni soffocanti, preferiscono mollare tutto e liberarsi del partner e di tutti i problemi connessi alla relazione.

Questo potrebbe rappresentare uno dei motivi per cui i divorzi sono così frequenti.
Saggezza

perché spesso, non riuscendo a stare nelle situazioni frustranti, siamo portati ad agire di istinto comportandoci in maniera intollerante.

Questo non vuol dire che bisogna “sopportare”, come spesso le nostre mamme o le nostre nonne ci hanno ricordato.

Nient’affatto.

Un legame che rende una persona infelice non potrà mai essere né felice né sano.

 

Per questo motivo, è necessario che ognuno di noi abbia sempre ben chiaro dentro il proprio cuore, cosa desidera e di cosa ha bisogno.

 

La soluzione, però, non sta nemmeno nell’aspettarsi che le cose avvengano esattamente come noi vogliamo e che questo accada sempre.

 

Essere tolleranti significa anche essere capaci di spostarsi dal proprio punto di vista – alle volte rigido – per accogliere un’altra prospettiva, e andare in contro all’altro.

 

Unirsi con una persona così intimamente può anche voler dire sostenere una scelta in cui non ci riconosciamo al 100%, ma farlo in quanto sentiamo che è importante per il nostro Lui o la nostra Lei.

 

 

Questo, ovviamente, non può accadere sempre e, soprattutto, dovrebbe avvenire con reciprocità.

Ebbene, la saggezza sta nella capacità di sapere aspettare se in quel momento non si può fare altro, di saper comunicare se quella è una situazione possibile per il dialogo, di saper ascoltare se è il/la nostro/a partner ad avere la priorità.

 

La saggezza, infine, è capacità di discernere tutti questi momenti.
Riguardo all’ascolto, non sempre siamo in grado di ascoltare veramente.

 

Quante volte, mentre l’altro parla, siamo concentrati su quello che diremo subito dopo?

 

Ma come facciamo a sapere già cosa rispondere se non abbiamo nemmeno ascoltato quello che il/la nostro/a partner ha da dirci?

 

Evidentemente, non stiamo ascoltando davvero… di sicuro non stiamo ascoltando col cuore.

 

Ma che vuol dire?
Ascoltare col cuore, significa ascoltare il sentimento che prova quella persona in quel momento al di là delle parole che dice…
E’ qualcosa di molto difficile, ma solo così potremmo conoscere veramente la persona che ci siamo scelti e, attraverso di lei, conoscere meglio anche un po’ noi stessi.

 

Antonella D’Oriano

Articolo scritto da Redazione