Questo sito contribuisce alla audience di

Relazioni | l’altruismo in amore

Amore: come capire se stiamo dando un aiuto senza secondi fini?

altruismo_in_amore_pinkroma

In una relazione sentimentale i temi dell’egoismo e dell’altruismo giocano un ruolo fondamentale.
Siamo abituati, infatti, a domandarci se siamo altruisti con il/l nostro/a partner oppure se non riusciamo a superare il nostro egoismo.

Siamo portati a credere che se siamo disposti ad agire pensando al bene del/la nostro/a partner, se agiamo in funzione dei suoi bisogni, allora siamo dei “bravi compagni”oltre che amanti molto innamorati… Ma siamo certi che sia proprio così?
L’amore non può prescindere da una buona dose di egoismo: amiamo perché ne abbiamo innanzitutto bisogno, noi per primi.

Decidiamo di stare in relazione con una persona perché sentiamo un feeling con lei che ci fa percepire uno stato di armonia e di benessere.
Se ci fermassimo a questa prima basilare riflessione, potremmo già dirci che non può essere solo l’altruismo a motivare le nostre azioni.
Altre volte ci capita di comportarci in maniera altruista perché interpretiamo quello che, secondo noi, può essere il bene per il/a nostro/a compagno/a e cerchiamo di raggiungerlo senza aver effettivamente appurato se quella determinata situazione riflette effettivamente un desiderio dell’altra persona.
Anche questo non è altruismo in quanto perde di vista chi ci sta di fronte e gli attribuisce bisogni e desideri propri.

Infine, accade spesso che aiutiamo il nostro Lui o la nostra Lei perrenderci indispensabili nella sua vita.
E’ un modo per farsi amare.
Questo atteggiamento, per quanto umano, potrebbe diventarestrumentale nei confronti dell’altra persona. Ciò vuol dire che l’altro che ha ricevuto il nostro aiuto rischia di non sentirsi più libero nelle sue scelte.

Ricordiamoci che l’amore non ha niente a che vedere con l’aiuto. Dal sostegno possono nascere l’affetto, la gratitudine, il senso di riconoscenza….ma certo non l’amore.
Ma perché abbiamo così bisogno di sentirci altruisti?

Le spiegazioni possono essere varie, ma potrebbe dipendere innanzitutto da un condizionamento culturale che riguarda, forse, soprattutto le donne. Esse, infatti, spesso sono state cresciute con l’imperativo di essere buone e, se non lo sono, non possono essere brave compagne.

In secondo luogo, subentrano fattori psicologici, alle volte molto profondi, legati a vissuti di disistima.
Rispetto a questo, è importante fare un lavoro dentro di sé diriscoperta di un valore personale.

Per concludere, prima di offrire il nostro aiuto al/la nostro/a partner, domandiamoci intimamente perché lo stiamo facendo. Siamo completamente liberi nell’offrire il nostro aiuto? Ci aspettiamo qualcosa in cambio? Sentiamo che, al di là del nostro aiuto, l’altra persona possa comportarsi come meglio crede?

Questi interrogativi, possono aprire riflessioni molto significative per noi e per la relazione che viviamo.

Robin Norwood, psicoterapeuta americana, in un suo noto libro, affermava che “l’aiuto è l’aspetto illuminato del controllo”.
E magari tale intuizione potrebbe riguardare anche noi…

Antonella D’Oriano
 

 

 

Articolo scritto da Redazione