Codice rosa in pronto soccorso ospedali per donne vittime di violenza

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«Un codice rosa» per le donne che si presentano al pronto soccorso con i segni di violenza. In progetto ai nastri di partenza annunciato dalMinistro della Sanità Beatrice Lorenzin. A Roma già in sperimentazione all’Ospedale S. Andrea

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Combattere con ogni mezzo il femminicidio! 

In ques’ottica partirà il «Codice rosa», oltre a quelli assegnati ai pazienti a seconda della gravità, per le donne che si presentano al pronto soccorso con i segni di violenza.

L’idea è far partire dal triage un percorso che va dall’assistenza medica e psicologica alla denuncia, fino all’accompagnamento nell’iter processuale per violenza contro le donne.

Dovrebbe partire a breve, come hanno spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il Capo della Polizia Alessandro Pansa, un protocollo nazionale, basato su esperienze che si sono dimostrate efficaci a livello locale, che coinvolge, oltre alla Sanità, i ministeri dell’Interno, della Giustizia e delle Pari Opportunità.

«Il codice rosa – ha detto il ministro Beatrice Lorenzin – non è un’invenzione di oggi, nasce dal territorio. Ci sono esperienze positive a Grosseto, al S. Andrea e al Policlinico di Roma e a Torino: l’idea è farne un protocollo nazionale con il supporto delle forze di polizia e della magistratura».

«C’è ancora oggi un problema culturale molto forte, e la crisi accresce le tensioni domestiche», ha aggiunto il ministro, l’azione integrata può riuscire ed essere vincente se incontra la comunità, in base al principio di sussidiarietà che non deve essere lettera morta nella costituzione».

«La polizia è interessata e coinvolta nella prevenzione e nella tutela da questo genere di violenza che mette in crisi i cardini su cui si basa la società», ha aggiunto il prefetto Pansa, sottolineando l’importanza di «agire in rete»

Negli ultimi anni le forze di polizia hanno dedicato un percorso di formazione al contrasto della violenza di genere: «Siamo molto attenti a questo tema», ha spiegatoRoberto Sgalla, direttore della Scuola Superiore di Polizia, «ci sono strutture specializzate presso le squadre mobili e abbiamo destinato un corso per dirigenti della divisione anticrimine proprio alla violenza sulle donne».

Oltre l’80% delle vittime di maltrattamenti sono donne. Nel 2012 le denunce sono state quasi 10mila (9.899), mille in più rispetto al 2008, quando erano state 8.924.

«Quelle che le statistiche rispecchiano non è la dimensione del fenomeno ma solo quelle che denunciano», ha sottolineato il presidente della Cassazione Giorgio Santacroce, «è un problema culturale e non solo giudiziario».

Il decreto convertito in legge venerdì scorso è solo un primo passo: «La fretta – ha aggiunto Santacroce – non ha consentito di approfondire il tema in tutta la sua complessità e interesse». Il modello cui puntare – ha spiegato – è la Spagna, «che ha detenuto per anni il triste primato della violenza di genere, e che già nel 2003 si è dotato di una legge molto organica»

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