Cos’è il Pringles factor e perché è fondamentale diminuirlo

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Cos'è il Pringles factor e perché è fondamentale diminuirlo

Cos’è il Pringles factor e perché è fondamentale diminuirloCos'è il Pringles factor e perché è fondamentale diminuirlo

In un’epoca come la nostra in cui, nonostante il chiaro bisogno di ottimizzare il nostro utilizzo delle risorse naturali e di diminuire la produzione di rifiuti attraverso l’uso di materiali riciclabili, ancora esiste la necessità di sensibilizzare, non soltanto le aziende produttrici e gli organi pubblici incaricati della gestione dello smaltimento dei rifiuti, ma soprattutto i consumatori. È quindi importante aprire un dialogo costruttivo che informi e chiarisca le idee.

Per questo oggi parliamo di packaging e di riciclaggio. Risale a un paio di settimane fa l’accusa all’azienda che produce le Pringles, dal tipico packaging a tubo che tutti conosciamo e che molti di noi probabilmente apprezzano.

Il “tubo” sarebbe infatti, secondo le parole di Simon Ellin, il CEO di Recycling Association, “un esempio del fallimento nel considerare il riciclaggio nella fase di progettazione dell’imballaggio”. Da qui il cosiddetto “Pringles factor” di cui sono stati accusati anche altri brand che utilizzano plastiche diverse o materiali diversi all’interno dello stesso packaging rendendo così le confezioni difficilmente riciclabili e mettendo in difficoltà anche i consumatori più coscienziosi.Cos'è il Pringles factor e perché è fondamentale diminuirlo

I dati sull’inquinamento parlano chiaro: in tutto il mondo solo il 14% degli imballaggi in plastica viene riciclato e se si continua così nel 2050 nel mare ci potrebbe essere più plastica che pesce. Inoltre solo il 2% della plastica riciclata produce plastica della stessa qualità, mentre il 32% finisce nell’ambiente.

Infine il 30% non è riciclabile affatto. Il modo in cui la plastica viene utilizzata e la sua dispersione nell’ambiente, sono la conseguenza di un sistema che non funziona e per risolvere questo problema è necessario ripensare al modo in cui questo materiale viene utilizzato e prodotto.

Le grandi aziende come quelle sotto il dito accusatorio di Ellin hanno naturalmente un grosso impatto, ma anche le aziende più piccole e i singoli consumatori possono dare il loro contributo. Tipografie online come Saxoprint offrono ad esempio la possibilità di ordinare e creare il proprio packaging e di scegliere per questo carta riciclata. Come altre aziende inoltre, Saxoprint partecipa al programma di riduzione delle emissioni di CO2.

Cos'è il Pringles factor e perché è fondamentale diminuirlo

Nel nostro piccolo anche noi consumatori possiamo scatenare anche grossi cambiamenti grazie alle nostre abitudini di acquisto. Ecco alcuni consigli pratici che possono aiutare nella scelta del packaging a minor impatto ambientale.

  1. Evitare le vaschette per carne e verdura colorate e preferire la plastica al polistirolo, per nulla riciclabile).
  2. Preferire le bottiglie di plastica per le bevande ai tetrapak che sono di più difficile e dispendioso riciclaggio.
  3. Dove possibile evitare di comprare la frutta e la verdura in vaschetta e utilizzare delle buste di carta (che sono anche migliori per la conservazione della frutta e della verdure nel frigorifero) o, se si va al mercato, andare premuniti di buste proprie, magari in tessuto.
  4. Informarsi sul potenziale di riciclo dei prodotti in plastica che acquistiamo e optare per i marchi più eco-friendly, che utilizzano quindi lo stesso materiale per l’intera confezione.
  5. Non scordare che dove si può è sempre meglio riutilizzare, che buttare!

In generale assicurarsi sempre di quali sono le direttive per i riciclaggio del proprio comune.

 

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