“L’UOMO SENZA SOLDI” ritorno all’essenziale

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Un'esperienza ai limiti dell'impossibile, una sfida con se stesso e con uno stile di vita che Boyle è riuscito a vincere grazie a quelle che lui stesso definisce «relazioni reali» con i membri della comunità locale e con l'ambiente naturale e che ha voluto raccontare in questo libro.

Ovvero vivere senza soldi per un anno. E senza acqua calda, palestra, carta igienica… È l’impresa portata a termine da Mark Boyle, ex uomo d’affari, che tra il novembre 2008 e il novembre 2009 ha fatto a meno di banconote, monetine, carte di credito, assegni. Partendo da una considerazione amara: «Il denaro non è al nostro servizio. Siamo noi al suo. I soldi hanno conquistato il mondo».

Mark Boyle, ex uomo d'affari, che tra il novembre 2008 e il novembre 2009 ha fatto a meno di banconote, monetine, carte di credito, assegni.
Mark Boyle, ex uomo d’affari, che tra il novembre 2008 e il novembre 2009 ha fatto a meno di banconote, monetine, carte di credito, assegni.

Una roulotte di seconda mano, una bicicletta rattoppata alla meglio, un pannello solare comprato con il 50% di sconto, una rete wi-fi, un’ultima pinta di birra insieme agli amici e il gioco è fatto, o quasi. Ovvero vivere senza soldi per un anno. E senza acqua calda, palestra, carta igienica…

 

È l’impresa portata a termine da Mark Boyle, ex uomo d’affari, che tra il novembre 2008 e il novembre 2009 ha fatto a meno di banconote, monetine, carte di credito, assegni.

Partendo da una considerazione amara: «Il denaro non è al nostro servizio. Siamo noi al suo. I soldi hanno conquistato il mondo».

Un’esperienza ai limiti dell’impossibile, una sfida con se stesso e con uno stile di vita che Boyle è riuscito a vincere grazie a quelle che lui stesso definisce «relazioni reali» con i membri della comunità locale e con l’ambiente naturale e che ha voluto raccontare in questo libro.

Un'esperienza ai limiti dell'impossibile, una sfida con se stesso e con uno stile di vita che Boyle è riuscito a vincere grazie a quelle che lui stesso definisce «relazioni reali» con i membri della comunità locale e con l'ambiente naturale e che ha voluto raccontare in questo libro.
Un’esperienza ai limiti dell’impossibile, una sfida con se stesso e con uno stile di vita che Boyle è riuscito a vincere grazie a quelle che lui stesso definisce «relazioni reali» con i membri della comunità locale e con l’ambiente naturale e che ha voluto raccontare in questo libro.

 

«Intraprendere il percorso verso uno stile di vita senza soldi è un pò come passeggiare in una foresta vergine a mezzanotte senza una lanterna. Intuisci che potrebbe essere un posto fantastico in cui vivere ma è anche scoraggiante, talvolta scoraggiante in maniera decisiva», scrive il novello Robinson Crusoe che durante la sua avventura durata 365 giorni ha dovuto fare i conti con le piccole e grandi questioni quotidiane: da come riuscire a lavarsi alla preparazione di pranzi e cene, dagli spostamenti al modo di comunicare con il resto del mondo, famiglia e fidanzata compresi.

Ma non si è trattato di un’esperienza fatta solo di sofferenza e privazioni:

Boyle è riuscito a rendere la sobrietà divertente, a volte anche buffa (fanno sorridere i suoi ingegnosi stratagemmi per la cura dell’igiene personale o quelli per procurarsi gli alimenti), e, mettendo in evidenza gli sprechi esorbitanti del nostro sistema – ancora oggi, nonostante la crisi, buttiamo via un terzo del cibo che produciamo – prova a indicare la via verso uno stile di vita parsimonioso e rispettoso dell’ambiente.

Coinvolgente e spiritoso, in parte manifesto e in parte diario di bordo, «L’Uomo senza soldi» si inoltra anche nei cambiamenti che una vita libera dal denaro impone alle relazioni interpersonali ponendosi qualche interrogativo etico-morale: si può ancora stare con una ragazza quando si è completamente squattrinati? E che fine fanno gli amici quando non si ha neanche la possibilità di uscire a bere una birra insieme? Come progettare un free wedding, un matrimonio senza spese?

«Fondamentalmente gli esseri umani non sono dannosi, ma molti non hanno la benchè minima idea di quanto siano distruttive le abituali spese giornaliere».

 

 

fonte ansa

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