Figli e Allergie alimentari: ecco come prepararli al meglio

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Le allergie alimentari sono sempre più diffuse e se per gli adulti risultano piuttosto difficili da gestire quando si mangia fuori casa, a maggior ragione lo sono per i bambini e i ragazzi, soprattutto quando si trovano lontani dal controllo dei genitori. Questo non significa che i più piccoli non possano convivere serenamente con questa problematica, l’importante è adottare strategie “salvavita” per fare in modo che sappiano gestirsi in autonomia anche quando sono da soli. Per prima cosa potrebbe essere utile fare un elenco di quelli che sono gli alimenti vietati, magari utilizzando una piattaforma come https://www.cartaidentitalimentare.com/ , che consente di stilare un elenco di ingredienti che si sceglie di non mangiare – per necessità di salute o per motivazioni etiche, come per esempio nel caso della carne e del pesce – che si può stampare e portare con sé (oppure visionare direttamente tramite l’app) e mostrare  quando si mangia fuori casa.

Naturalmente poi è importante che i bambini imparino fin da piccoli a seguire una dieta corretta per loro, riconoscendo gli alimenti che non possono mangiare e soprattutto facendo in modo che ricordino ogni volta di segnalarli quando mangiano fuori casa, magari a scuola o a una festa di compleanno, così che il rischio di contaminazione o di ingestione involontaria si annulli (o quasi). Quando sono un po’ più grandi, i bambini dovrebbero essere in grado di leggere le etichette e riconoscere gli alimenti a cui sono allergici, ma è altrettanto importante che imparino fin da subito quali sono i farmaci essenziali da avere sempre con loro e soprattutto quali sono le dosi per la somministrazione (questo, magari, potrebbe essere un elenco utile da far tenere al bambino sempre nello zaino), così che l’adulto responsabile in quel momento sappia sempre come comportarsi. Ovviamente è importante segnalare alla scuola (e alla mensa) le allergie e le intolleranze del bambino, così come ai genitori dei compagni che il piccolo frequenta più spesso, in modo che siano preparati e consapevoli del problema. Il bambino, inoltre, dovrebbe essere capace di conoscere le proprie allergie e i sintomi ad esse collegate: è fondamentale infatti che segnali tempestivamente se qualcosa non va all’adulto che se ne sta occupando, in modo che questi possa agire in tempo nel modo più opportuno possibile.

Dal momento che non si tratta di comportamenti facili da acquisire, potrebbe essere un’idea quella di fare delle prove a casa, sotto forma di gioco, così che il piccolo sappia sempre cosa dire quando si trova al ristorante o a casa di un amico a mangiare. Naturalmente non dobbiamo dimenticare di essere di fronte a dei bambini e oltre a una sensibilità particolare, deve rientrare a pieno titolo in questo processo anche un aiuto per fare in modo che il bambino non si senta diverso dai propri coetanei e che capisca che le allergie non sono un qualcosa da demonizzare ma semplicemente di imparare a gestire con attenzione ma anche con naturalezza.

La situazione è ovviamente più gestibile quando i bambini sono molto piccoli e mangiano prevalentemente a casa (o all’asilo) e sotto la supervisione di genitori, nonni o insegnanti, ma durante l’adolescenza il rischio è che i ragazzi vivano il proprio problema come una diversità insormontabile, oppure si scontrino con la necessità di nascondere la propria allergia ai compagni per mantenere la privacy. In questo caso la cosa migliore è il dialogo e il confronto, discutendo su cosa fare in caso in cui dimentichi i farmaci o dovessero fargli pressione per provare un nuovo alimento: è fondamentale che il ragazzo sappia sempre come agire, sapendo di avere il supporto della famiglia. Proprio per questo è opportuno insegnare ai propri figli a gestirsi in autonomia, evitando di cedere al desiderio di diventare un “genitore elicottero” che per paura di un errore non permette al bambino di imparare e responsabilizzarsi.

 

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