Matrimonio, partecipazioni addio, il web manda in pensione inviti di carta

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Sarà la crisi economica o la tecnologia che avanza, ma anche il matrimonio perde sempre più punti fermi in fatto di tradizioni. Le vecchiepartecipazioni rischiano di andare in pensione, sostituite da annunci che viaggiano sul web, via email, Facebook o anche con siti contruiti ad hoc per annunciare l’imminente fatidico SI

 

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Sarà la crisi economica o la tecnologia che avanza, ma anche il giorno più bello della vita perde sempre più punti fermi in fatto di tradizioni.

Dopo il ricevimento di nozze che si trasforma in aperi-cena, la bomboniera low cost, il viaggio di nozze a costo zero magari con lo scambio di casa, anche le vecchie, care,partecipazioni rischiano di andare in pensione, sostituite da ‘annuncì che viaggiano sul web, via email, Facebook o anche con siti contruiti ad hoc per annunciare l’imminente fatidico SI.

“social network-dipendenti“, ovviamente, preferiscono i loro mezzi per condividere con gli amici la notizia delle nozze. Una tendenza che sta prendendo piede soprattutto fra i più giovani, ma non senza critiche. Basta fare un giro sui blog per seguire veri e propri dibattiti sull’argomento, fra chi la boccia in nome della tradizione e chi la sposa – è proprio il caso di dirlo – appieno proprio perchè le partecipazioni sono viste come un rito antiquato e superato, oltre che costoso.

Non solo. I più creativi o gli esperti di photoshop provvedono personalmente a ideare e realizzare i propri inviti di matrimonio, da inviare via email ad amici e parenti.

Manco a dirlo, le partecipazioni di nozze che mostrano la foto dei futuri sposi vanno per la maggiore, basta aggiungere un testo, magari spiritoso se si vuole essere a tutti costi originali, date, orari e indirizzi dell’evento, ed è fatta.

Ma c’è anche chi va oltre e, in barba a ogni timidezza, gira un vero e proprio video-invito di nozze, da mandare via e-mail o da recapitare in formato Dvd, magari per i parenti più anziani che non hanno dimestichezza col web.
E ancora: c’è chi, appassionato di blog e web, crea dei veri e proprio siti di nozze: si comincia inserendo le informazioni di base sul matrimonio, per poi aggiornarle di volta in volta, ovviamente mandando il link per e-mail agli invitati.

Chi non se ne intende di informatica, può rivolgersi ad agenzie specializzate (rigorosamente telematiche) che provvedono al servizio. Nella maggior parte dei casi, il pacchetto prevede la creazione di una pagina internet tutta dedicata ai futuri coniugi, che resta online per il periodo di tempo desiderato, durante il quale vengono apportati gli aggiornamenti richiesti.

Si va dal sito «Tipo Classico – per chi ama lo stile che non passa mai», al «Tipo Hobby – per chi non rinuncia alle proprie passioni» fino al «Tipo Frutta – per chi sa veramente far gustare un invito».

Il nuovo trend delle partecipazioni 2.0 incassa una sonora bocciatura dal wedding designer e conduttore televisivo Enzo Miccio.

«Purtroppo le cattive abitudini non finiscono mai di stupire», dice il wedding planner più famoso della tv.

«Il matrimonio continua ad essere l’evento più importante della vita, pregno di tradizione e storia – sostiene – e non si può liquidarlo così, in modo virale, premendo il tasto di un computer. Non è mica un invito in pizzeria», ammonisce. Dunque questa, secondo Miccio «è una tendenza assolutamente da combattere!».

Miccio cita poi un aneddoto famigliare: «a casa di mia madre c’è una vecchia legumiera nella quale, negli anni, abbiamo sempre conservato tutte le partecipazioni delle cerimonie di famigliari e amici degli ultimi 40 anni. Ogni tanto sono andato a rivederli, per osservare come cambiavano nel tempo i caratteri, la carta, la stampa, il colore. Questo per dire – aggiunge – che la partecipazione è un ricordo che testimonia un’epoca».

Non solo. «L’invito – sottolinea – rappresenta la carta d’identità del matrimonio: dalla partecipazione si capisce il tipo di cerimonia, se sarà classica, innovativa, elegante o più semplice«.

E allora perchè cancellare una bella tradizione sostituendola con un arido e banale click si chiede Enzo Miccio

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