PINK POWER: LO SCOOP DI 10 PRESIDENTI DONNE PER IL QUIRINALE

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DONNA QUIRINALE

1) Silvia Costa

2) Flavia Piccoli Nardelli

3)  Roberta Pinotti

4) Marta Cartabia

5) Donatella Ferranti

6) Elena Cattaneo

7) Barbara Ensoli

8) Lucrezia Reichlin

9) Lilli Gruber

10) Bianca Berlinguer

Costituzione in rosa: la Presidente della Repubblica, la Premier, la Leader, le Corazziere… Prove generali di inediti  pink – vertici dello Stato.

Dopo le anticipazioni e le indiscrezioni insistenti legate alle probabili dimissioni di Giorgio Napolitano a inizio 2015, il Quirinale interviene.

Paletti, punti fermi che non confermano né smentiscono l’ipotesi di questi giorni.

“I giornali – si legge nella nota diramata dal Colle – hanno dato ampio spazio a ipotesi e previsioni relative alle eventuali dimissioni del presidente della Repubblica” e “la presidenza della Repubblica non ha pertanto né da smentire né da confermare nessuna libera trattazione dell’argomento sulla stampa. E restano esclusiva responsabilità del capo dello Stato il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento, e di conseguenza le decisioni che  riterrà di dover prendere. E delle quali come sempre offrirà ampia motivazione alle istituzioni, all’opinione  pubblica, ai cittadini”.

La nota del Quirinale prosegue così: “Il presidente della Repubblica, nel dare la sua disponibilità – come da molte parti gli si chiedeva – alla rielezione che il 20 aprile 2013 il Parlamento generosamente gli riservò a larghissima maggioranza, indicò i limiti e le condizioni – anche temporali – entro cui egli accettava il nuovo mandato”.

ON. SILVIA COSTA
ON. SILVIA COSTA

L’implicita assonanza con riformare e alternare rimbalza dal Colle a Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama.

Per vibrare il diapason politico attende soltanto il varo della nuova legge elettorale, con annessa metamorfosi del Senato.

Promulgate le riforme quindi, ogni giorno potrà essere quello prescelto dal Presidente più amato dagli italiani (God save the President George) per avviare l’iter della successione.

Come in tutte le rivoluzioni culturali, la disamina delle candidature per la prima donna al Quirinale è però particolarmente attenta ed elaborata.

Dal primo step  vari nomi stanno lievitando ( Marina Sereni, Linda Lanzillotta, Adriana Poli Bortone) mentre altri vengono lanciati nel crogiuolo dell’impalpabile vaglio politico-mediatico.

Apre la top ten l’europarlamentare Silvia Costa (Pd), che conquista il primo posto in virtù della pacata collocazione in perfetto equilibrio fra cattolici e laici e, soprattutto, in tempi di New Age renziana, per la nascita e le frequentazioni fiorentine. Connotata da un Dna che esprime la quintessenza dell’esperienza e dell’impegno civile, la new entry al secondo posto di Flavia Piccoli Nardelli (Pd), deputata unanimemente stimata in Transatlantico.

ON. FLAVIA PICCOLI NARDELLI
ON. FLAVIA PICCOLI NARDELLI

Apprezzamenti conquistati in prima persona e non per l’eredità paterna dello storico leader della Dc, Flaminio Piccoli.

In ascesa anche il Ministro della Difesa Roberta Pinotti (Pd), molto apprezzata tanto in sede europea quanto dallo Shape Nato, il Comando supremo dell’Alleanza Atlantica a Bruxelles.

ON. ROBERTA PINOTTI
ON. ROBERTA PINOTTI

Confermate al quarto e quinto posto le  prestigiose  toghe  del Giudice Costituzionale Marta Cartabia e del Presidente della Commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti (Pd).

Al centro della hit parade delle 10 candidate al Quirinale permane in classifica per la terza settimana consecutiva la Scienziata e Senatrice a vita  Elena Cattaneo.

Scienza e ricerca ancora in primissimo piano inoltre per l’esordio di Barbara Ensoli, Direttrice del Centro Nazionale per la lotta all’Aids dell’Istituto Superiore della Sanità e creatrice, con un team di ricercatori, del vaccino anti Hiv made in Italy  che, stando alle prime sperimentazioni, si annuncia molto promettente.

Dulcis in fundo, dopo la conferma  della persistente candidatura dell’economista internazionale Lucrezia Reichlin, la coda della classifica riserva  due fuochi d’artificio.

LUCREZIA REICHLIN
LUCREZIA REICHLIN

Nomi da Hit parade dell’audience televisiva che faranno discutere per il piglio indomito da anchorwoman che hanno sempre evidenziato: Lilli Gruber, la rossa più celebre della Tv dopo i bolidi delle Ferrari e la Direttrice-domatrice del Tg3 Bianca Berlinguer.

LILLI GRUBER
LILLI GRUBER

Dieci nomi “consequentia rerum“: candidature, cioè, consequenziali agli ideali che rappresentano. Ideali che apporterebbero positivi squarci di nuova luce all’Italia.

bianca berlinguer
BIANCA BERLINGUER

Perché, parafrasando Harry Potter, non sono le capacità che dimostrano chi siano in effetti i politici, ma le loro scelte.

 

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