PINK POWER: PROVE GENERALI PER IL QUIRINALE

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voto quirinale

Franchi tiratori, schede bianche, candidati di bandiera, plateali ritiri di candidature e voti in codice: mai prova generale fu più ripetuta e messa a punto  quanto quella  andata in scena durante le 14 fumate bianche per la mancata elezione di due giudici della Corte Costituzionale.

Prova generale?

Certo, per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica!

Del resto fra Quirinale e Consulta le coincidenze si rincorrono. Gli 87 passi che separano le quattro colonne marmoree che delimitano i lati corti del salone del Transatlantico di Montecitorio equivalgono, passo più passo meno, alla distanza che, di fronte alla fontana dei Dioscuri,  separa le colonne degli  ingressi  della  residenza ufficiale del Capo dello Stato e della sede del massimo organo di garanzia costituzionale.

Sui circa 150 metri di guide rosse del salone Liberty  i tacchi delle  Louboutin  e le comode ballerine di deputate e senatrici hanno moltiplicato per mille i mitici passi “perduti”.

donne a montecitorioFra le equilibriste del tacco 20 spiccavano i pantaloni rossi della sempre più celebrata Maria Elena Boschi,  inquadrata e seguita come sui radar di caccia in picchiata da tutti gli sguardi,  e i pantaloni bianchi della  ex sottosegretaria flash Michaela Biancofiore, record-woman di minor durata al Governo: 72 ore.

Pantaloni  in primo piano anche sul fronte delle comode ballerine: l’elegante  blu avion del Ministro della Difesa, Roberta Pinotticandidata in pectore per il Quirinale, il grigio scuro di Renata Bueno, Annagrazia Calabria e di Flavia Piccoli Nardelli, altra outsider per il Colle, ed i jeans  Brigitte Bardot style di Gabriella Giammanco.

Prove generali continue anche di seduzione dei consensi, perché la politica come la vita – affermava Charlie Chaplin – “è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Quindi, canta, ridi, balla, ama, piangi e vivi intensamente ogni momento, prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi”.

Per le parlamentari l’algoritmo del consenso ruota sempre più attorno all’essenzialità dell’eleganza. Successi e riflessi di crescente  affermazione parlamentare vengono tributati in particolare  a Marina Sereni, pluricitata fra le possibili candidate quirinalizie,

MARINA SERENI
MARINA SERENI

ad Alessia Morani, Jole Santelli, Sofia Amoddio, Alessia Mosca, Celeste Costantino, Silvia Velo, Cristina Bargero, Giulia Sarti, Laura Ravetto e Stefania Prestigiacomo.

Insomma da prova generale ad anatomia del pink power  in progress.

E gli uomini?

Gli uomini sono donne che non ce l’hanno fatta”. Rispondeva  Groucho Marx

 

 

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