Gli immobili del Comune visibili sul sito del Campidoglio

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ROMA: MARINO,IMMOBILI COMUNE DA OGGI VISIBILI SUL SITO
ROMA: MARINO,IMMOBILI COMUNE DA OGGI VISIBILI SUL SITO
ROMA: MARINO,IMMOBILI COMUNE DA OGGI VISIBILI SUL SITO

«E’ stato completato il database per l’anagrafe delle proprietà immobiliari del Comune di Roma. Siamo ormai a circa l’80% già valutato e per la prima volta gli immobili del comune sono visibili, già da oggi sul sito del Comune».

Lo ha detto il sindaco di Roma Ignazio Marino a margine della conferenza stampa di presentazione dell’accordo anti-evasione con la Guardia di Finanza.

Lotta serrata ai furbi che si fingono poveri e ottengono una casa popolare – e magari sussidi e contributi –, agli evasori dei tributi locali, ai contraffattori. Siglato in Campidoglio un accordo Roma Capitale – Guardia di Finanza per mettere assieme le forze, coordinando e potenziando i controlli.

L’intesa prevede protocolli di dettaglio sulle singole materie, la cui stipula seguirà in tempi brevi l’accordo quadro.

Intanto è stato firmato quello sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP): considerata anche l’attuale fase di crisi, è indispensabile verificare in modo costante che gli assegnatari abbiano i requisiti previsti per abitare in una casa popolare (comunale o dell’Ater).

Il patto serve a  scongiurare che si verifichino per gli alloggi ERP casi analoghi a quello di pochi giorni fa, quando la G.d.F. ha confiscato oltre due milioni di euro a venti rom, ufficialmente indigenti, che per anni hanno avuto un tetto e altre agevolazioni a carico delle casse capitoline: utenze (acqua, luce e gas) gratuite, esenzione dalla tassa rifiuti.

Possedevano un vero e proprio “tesoretto” su conti correnti e depositi, azioni e obbligazioni, gioielli custoditi in cassette di sicurezza. Intervenute le Fiamme Gialle, la Polizia Locale di Roma Capitale ha dato il via alle procedure per multare “l’illecita percezione di pubbliche sovvenzioni”.

Nel solo 2013 – fa sapere la G.d.F. – sono 393 i falsi poveri denunciati dal Comando Provinciale di Roma per irregolarità di questo genere, con un danno all’erario pubblico quantificabile in circa un milione 300mila euro.

L’accordo prevede poi: controlli coordinati sull’assegnazione di sussidi, benefici economici e altre agevolazioni concesse da Roma Capitale con fondi propri: servizi domiciliari, assegni di maternità, contributi per famiglie numerose, prestazioni agevolate… Più sinergia tra Fiamme gialle e Polizia Locale in tema di contraffazione, per saperne di più – e in tempi più celeri – sugli “anelli terminali” delle filiere illecite e per mappare le organizzazioni sul territorio, così da elaborare efficaci strategie di contrasto.

Più coordinamento in materia di evasione fiscale, ambito in cui Campidoglio e G.d.F. operano già insieme: la Guardia di Finanza ha già attivato controlli su persone fisiche e giuridiche segnalate dal Comune, titolari di ingenti patrimoni immobiliari.

Sotto il profilo operativo, l’accordo prefigura precisi impegni per le due parti: Roma Capitale deve segnalare alle Fiamme Gialle – usando anche mezzi informatici – i nominativi di coloro per i quali emergano “fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni autocertificate e della documentazione presentata”; fornendo, su richiesta della G.d.F., documentazione e assistenza utile ai controlli.

 

Dal suo canto, la Guardia di Finanza si impegna ad effettuare i controlli nei confronti di chi viene segnalato da Roma Capitale; a comunicare a Roma Capitale le violazioni accertate, di natura amministrativa e penale (queste ultime previo nulla osta dell’autorità giudiziaria); ad inviare a Roma Capitale copia degli atti (nei casi in cui la stessa Roma Capitale può irrogare sanzioni); a comunicare comunque – anche non inviando atti – le violazioni di natura tributaria; ad avviare “forme di collaborazione e sinergia con la Polizia Locale nell’ambito delle materie di competenza”.

 

L’accordo dura tre anni ed è rinnovabile. Con esso si combatte “chi non ha il diritto di stare in una casa popolare eppure vi abita”, ha sottolineato il sindaco Marino. “Ladri di diritti”, incalza il Sindaco, “che invece devono andare a chi è rimasto indietro e ha necessità di aiuto pubblico”. Si potrà così “redistribuire la disponibilità immobiliare a chi ne ha bisogno, compiendo un passo nella direzione della giustizia sociale, da raggiungere con una rivoluzione dolce”. Rivoluzione che il Campidoglio ha già avviato sul versante della trasparenza.

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